È una giornata grigia e gelida a Toronto: siamo ad aprile, ma in Canada è ancora pieno inverno. La cosa non avrebbe molta importanza se le riprese di xXx: il Ritorno di Xander Cage si svolgessero unicamente in teatro di posa, ma proprio come la sua controparte cinematografica, il protagonista Vin Diesel preferisce realizzare più scene possibile in location. Il terzo episodio della saga è stato girato nella Repubblica Dominicana (che nel film rappresenterà anche le Filippine), a Toronto e dintorni (che nel film rappresenterà New York City, Washington DC e Detroit) e nei teatri di posa Pinewood sempre a Toronto, e segna il grande ritorno di Diesel nei panni dell’iconico Xander Cage a 15 anni dal primo film.

È il 44esimo giorno di riprese, e il piano della giornata prevede riprese in esterni a Hamilton, nello stato dell’Ontario (Canada), un’area a mezz’ora di distanza da Toronto che ci viene presentata come “la perfetta controfigura di Detroit”. La cosa ha senso: la metropoli americana si trova a tre ore di auto, proprio al confine con il Canada. Spessissimo questa zona dell’Ontario viene utilizzata per girare film ambientati in città che si trovano a qualche ora di auto più a sud: l’architettura urbana e industriale è la stessa, il vantaggio del girare in Canada rispetto agli Stati Uniti ovviamente sta negli sgravi fiscali, nel cambio favorevole e nei grandissimi teatri di posa e production facilities a disposizione.

Il nostro vero obiettivo, ovviamente, è parlare incontrare Vin Diesel e ci viene promessa una intervista di circa mezz’ora

Le scene girate sono la 87 e la 88, si trovano intorno alla fine del primo atto, quando tutti i protagonisti ormai si conoscono e stanno per immergersi nell’azione. Il nostro gruppo di giornalisti internazionali (una decina) viene accompagnato in un tendone costruito sotto una porzione di strada sopraelevata. Il set si trova sopra di noi: circa 200 metri di sopraelevata chiusa al traffico, nel film sarà una autostrada a Detroit ma nella realtà si trova in un’area industriale bruttina e non particolarmente frequentata, circondata da altre strade (quindi isolabile senza generare problemi di traffico). Le scene girate danno sostanzialmente il via a una lunga sequenza d’azione, e includono alcuni stunt in mezzo al traffico paralizzato. Non possiamo assistere alle riprese vere e proprie per motivi di sicurezza, ma quando andiamo sul set vediamo che l’intero tratto stradale è affollato di automobili di scena. Ai lati dei guard rail sono state posizionate immense gru con dei cavi: verranno utilizzate per riprendere Donnie Yen e Vin Diesel mentre saltano giù dalla sopraelevata. Insieme a loro ci sono anche Deepika Padukone, Ruby Rose, Kris Wu, Tony Jaa, Michael Bilsing e Rory McCann. Della trama non ci viene detto nulla, anche se da tempo circolano voci sul fatto che vi possano essere diversi team xXx inizialmente in competizione tra loro che dovranno unire le forze per combattere un nemico comune e recuperare (o distruggere?) il fantomatico “Vaso di Pandora”. Quello che è certo è che, a quindici anni dal primo episodio, Vin Diesel è tornato nel film con un notevole bagaglio di esperienza dato soprattutto da Fast & Furious: e la presenza di un ricchissimo cast internazionale di star del cinema d’azione lascia immaginare ciò che ci verrà confermato più tardi, e cioè che Il Ritorno di Xander Cage vuole essere un vero e proprio reboot della saga con l’obiettivo di spingere il franchise in una nuova direzione.

Mentre ci aggiriamo tra i veicoli paralizzati nel traffico non sappiamo come si svolgerà precisamente la sequenza che verrà girata. Un mezzo però attira immediatamente la nostra attenzione: un camioncino giallo con il logo del Pork Chop Express, una citazione di Grosso Guaio a Chinatown davvero inaspettata. “L’obiettivo è quello di farvi incontrare i protagonisti e il regista ma tenete conto che sarà una giornata molto lunga e complessa,” ci viene comunicato dai responsabili della Paramount: noi ci armiamo di santa pazienza e ci posizioniamo nella nostra tenda. Il nostro vero obiettivo, ovviamente, è parlare incontrare Vin Diesel e ci viene promessa una intervista di circa mezz’ora. Le ore passano, sopra di noi sentiamo fervere i preparativi per girare le scene, e poi improvvisamente dopo pranzo Donnie Yen viene lanciato giù dalla sopraelevata ripetutamente. Non è una controfigura, ci viene detto: “È assolutamente lui, ci tiene a girare le sue scene d’azione”. Assicurato a dei cavi, salta giù dal guardrail facendo un volo di svariati metri senza mai toccare terra (viene riportato direttamente su, sospeso nel vuoto), mentre la cinepresa montata su una gru di volta in volta segue i suoi movimenti.

Un camioncino giallo con il logo del Pork-Chop Express, una citazione di Grosso Guaio a Chinatown davvero inaspettata

Il pomeriggio prosegue, e piano piano durante le varie pause nelle riprese abbiamo l’opportunità di parlare brevemente con alcuni degli attori. Kris Wu, giovane musicista, modello e rapper canadese di origini cinesi, ci spiega che nel film avrà un ruolo più da spalla comica, anche se partecipa alle scene d’azione, e conferma un piccolo ma importante dettaglio della trama: assisteremo, almeno per una parte della storia, allo scontro tra due team. Capelli verde smeraldo e tatuaggi, Ruby Rose ci spiega che il suo personaggio viene chiamato da Xander perché è la più brava sniper che conosca. L’attrice si è allenata molto per rendere il suo personaggio realistico: ha parlato con dei consulenti militari e ha imparato a montare fucili rapidamente, arrivando a metterci solo 35 secondi per allestire un fucile di precisione. “Ho anche abbellito il mio abbigliamento con una collana con un proiettile come pendaglio, ma l’ho dovuta nascondere perché un bravo cecchino non tiene oggetti luccicanti addosso,” afferma, aggiungendo un altro dettaglio sulla trama: “La verità è che anche se ci sono due team opposti, non c’è un team buono e uno cattivo. Ci sono buoni e cattivi in entrambi i gruppi, e questo avrà un risvolto importante”. Incontriamo anche il mitico Donnie Yen, finalmente consacrato nei blockbuster americani con xXx: il Ritorno di Xander Cage e Rogue One: a Star Wars Story. All’attivo ha oltre 70 film e tantissima esperienza nel cinema d’azione: la vera sfida, per lui, è stata “girare un inseguimento in motocicletta molto coreografato, perché non l’avevo mai fatto”. Il suo ruolo, ci spiega, è molto importante e “profondo”, il che non è scontato in quanto solitamente nei blockbuster americani gli attori asiatici vengono utilizzati principalmente come star d’azione.

Il pomeriggio volge al termine, scopriamo che il regista DJ Caruso preferisce non parlare con la stampa perché, quando è sul set, è molto concentrato sul proprio lavoro e non vuole distrarsi. Poco male, visto che le aspettative per l’intervista a Vin Diesel sono altissime. Così alte che non ci accorgiamo che sono quasi le otto di sera, le maestranze hanno iniziato a rientrare e di Vin Diesel nessuna traccia. I responsabili della Paramount sono mortificati: sembra che l’attore, esausto dalle riprese della giornata, abbia preferito tornare a casa per riposarsi in vista dell’impegnativo setup del giorno successivo.

Per fortuna ci viene presentata una soluzione: per chi non dovesse partire la mattina successiva, c’è la possibilità di assistere alle riprese in teatro di posa e, nei ritagli di tempo, intervistare Vin prima di correre in aeroporto. Il volo per l’Italia è previsto per le 17, quindi accettiamo la proposta e, intirizziti, torniamo in albergo in tempo per rilanciare sul sito una foto dal set pubblicata dallo stesso Diesel.

THE MEGA STAGE

Il secondo giorno ci rechiamo, con i bagagli appresso, sul set in una zona a qualche minuto fuori da Toronto, tra capannoni e inceneritori. Lì sorgono i Pinewood Studios, l’enorme distaccamento canadese dei celebri studi inglesi. Entriamo in un enorme teatro di posa, completamente nuovo, e ci viene descritto subito come andrà la giornata: Vin deve girare una scena d’azione, uno stunt (li realizza quasi tutti lui dal vivo), e nei ritagli di tempo incontrerà la stampa. Le nostre speranze sono appese a un filo, perché nel pomeriggio ognuno di noi dovrà catapultarsi in aeroporto per tornare al suo paese di origine e questa è l’ultima possibilità per incontrare la star (e produttore) del film.

“Potete uscire quando volete per prendere un caffè, ma se questa luce è rossa non potete rientrare: significa che stanno girando”, questo ci viene spiegato quando entriamo nell’enorme teatro di posa. Si tratta di un edificio davvero immenso, un capannone quadrato di cemento chiamato THE MEGA STAGE (teatro 4):

Da un lato del teatro di posa è in costruzione il set di quello che apprendiamo essere l’interno della sede dell’NSA. A giudicare dai pannelli con i progetti esposti all’esterno della grande struttura composta da enormi travi di cemento oblique (in realtà è legno trattato), il set servirà per una scena in cui qualcuno precipita all’interno della sala conferenze dell’NSA dall’esterno (il tetto è stato girato su un edificio ricoperto di neve a Toronto). Dietro, le rovine che abbiamo visto in alcune foto, provenienti dalle filippine. Poco più in là, è in costruzione quella che sembra essere l’esterno di una casa, con delle scale che conducono a una porta. Ci vorranno alcuni giorni prima che questi set vengano pronti, ma nel frattempo c’è grandissimo fermento nell’altra metà del teatro di posa, dove l’intero lato lungo (ben 80 metri) è attraversato da una lunghissima pedana coperta da cuscini e affiancata da pannelli di green screen su ambo i lati. Da un capo della pedana un enorme green screen alto venti metri circonda la punta, mentre dall’altra si trovano degli enormi fari. La cinepresa è appesa a due cavi e viene trascinata da un lato all’altro della pedana, e precede l’attore, che viene appeso per la schiena e trascinato lungo tutta la pedana, librandosi in volo e facendo un paio di piroette. Il set è in fermento: vengono posizionate le luci, appese a enormi gru su ruote, e altre luci vengono messe dietro ai vari pannelli in green screen: illuminano l’attore da ambo i lati mentre percorre la pedana in volo.

Mentre parliamo con Deepika sentiamo Vin che si lancia da una parte all’altra del teatro di posa

Quando arriva Vin è già l’una: durante la mattinata sono state realizzate le prove generali con uno stunt, ma ora tocca a lui appendersi ai cavi. È vestito con una giacca di pelle, jeans e maglietta, il look di Xander Cage in questo terzo episodio. “Vediamo quanto riesco a farmi male!,” scherza con noi mentre si avvia verso il set. Dopo le riprese della scena parleremo con lui, ma prima incontriamo la splendida Deepika Padukone, che nel film interpreta Serena.

Mentre parliamo con Deepika sentiamo Vin che si lancia da una parte all’altra del teatro di posa, questo fino alle 2, mezz’ora prima della nostra partenza e l’ansia da parte nostra è ovviamente a livelli stellari. È in quel momento, e solo in quel momento, che compare improvvisamente per farsi intervistare. Trenta minuti di intervista, e ci rendiamo conto che tutto era stato calcolato come un elaborato stunt: la star si è fatta aspettare ore e ore, è venuta a salutarci la mattina e poi è arrivata all’ultimo momento, concedendoci il tempo che volevamo e incolpando la produzione dei ritardi. A fine intervista sembra quasi che non voglia tornare sul set, e ci concede cinque minuti per fare qualche altra domanda.

Domani vi proporremo quindi la nostra intervista a Vin Diesel, seguita il giorno successivo da quella a Deepika. Vi ricordiamo che xXx: il Ritorno di Xander Cage è al cinema da oggi!

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This is going to be fun… Xander.

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