“Sono molto felice di essere qui stasera, in questa città così rock, dove poco più che diciassettenne vidi dal vivo i Clash in Piazza Maggiore”. Ha esordito così Marco Giallini, che ieri sera ha dialogato con Piera Detassis, direttore di Ciak, e con il pubblico del cinema Odeon di Bologna in occasione di Panorama d’Italia, raccontandosi tra aneddoti e ricordi dal set. Una passione, quella per la musica, che da sempre accompagna la sua vita anche più del cinema, tant’è che ha accolto con grande entusiasmo la richieste di collaborazione di Paola Turci, con cui ha recentemente duettato nel brano Ma dimme te. Questa non è l’unica volta che l’attore romano è entrato in “sala d’incisione”: in gioventù ha infatti registrato un disco con la band dell’epoca, i Sandy Banana & The Monitors, “un album fatto in casa e che lì è rimasto”, insieme ad altri seimila vinili collezionati nel corso degli anni. E se di passioni stiamo parlando, impossibile non citare quella che Giallini ha per le moto, un culto che gli ha trasmesso il padre e che fa da sfondo anche ai suoi profili social.

Incalzato dalle domande della Detassis, l’attore ha proseguito ricordando i suoi primi passi nel mondo della recitazione, raccontando divertito di quando si presentò con le mani sporche di vernice e senza conoscere le battute a memoria a un provino per uno spettacolo teatrale di Arnoldo Foà, riuscendo comunque a ottenere la parte. “Mi fanno sorridere gli attori di oggi, quelli che dicono di aver un passato da lavoratore avendo fatto tre mesi il cameriere a New York. Aò, io c’ho dieci anni di contributi pagati!” ha chiosato Giallini, alludendo al mestiere di imbianchino svolto per mantenersi durante gli studi.
Dopo il teatro arriva il cinema, iniziando con numerose partecipazioni in film “che ha visto solo mia madre” e raggiungendo il successo con il ruolo del Terribile in Romanzo Criminale – La serie e con pellicole come A.C.A.B. e Io, loro e Lara di Carlo Verdone. A proposito di quest’ultimo, l’attore ha confessato di sentirsi ancora in soggezione quando si trova a lavorare fianco a fianco con lui o con personalità del calibro di Gigi Proietti, che considera maestri assoluti.

Per Giallini, la bravura dei colleghi con cui condividere il set è però un fattore determinante nella scelta dei progetti da intraprendere, tanto che nel prossimo film lo vedremo accanto a Elio Germano, tra i volti giovani più apprezzati del cinema italiano. Durante la serata, l’attore ha svelato alla platea qualche dettaglio in più sulla trama del lungometraggio dal titolo Io sono Tempesta, diretto da Daniele Lucchetti e con la fotografia di Luca Bigazzi, di cui fino ad ora si conosceva poco e nulla: “interpreto Numa Tempesta, una sorta di imprenditore milionario intrallazzatore che compra alberghi di duecento/trecento stanze e ci vive dentro, aspettando di rivenderli. Arrestato dalle forze dell’ordine, il personaggio verrà mandato a espiare le proprie colpe in un centro per poveri, dove si scontrerà con un gruppo di bulletti capitanati da Elio Germano”.

L’incontro si è concluso tra gli applausi e le foto con i fan, verso i quali Marco Giallini si è mostrato disponibile e affabile, come lo è stato durante tutta l’intervista.