La scorsa settimana, il mondo del cinema è stato scosso dall’arrivo di un nuovo divorzio fra la Lucasfilm e uno dei registi chiamati a girare una pellicola di Guerre Stellari. Ci riferiamo, chiaramente, alla separazione fra Colin Trevorrow e la compagnia, definita ovviamente come “consensuale” nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale dell’azienda fondata da George Lucas ora guidata da Kathleen Kennedy (trovate maggiori dettagli in questo articolo).

Un successivo report pubblicato dall’Hollywood Reporter, e che trovate discusso in questa pagina, citava le classiche “divergenze creative”.

Il quadro dipinto da Vulture è ora più definito, stando alle informazioni che il magazine avrebbe ricevuto da una fonte interna allo studio (ovviamente rimasta anonima). Tutto sarebbe dipeso dall’ego difficilmente gestibile del filmmaker, più che da questioni creative che ad esempio Rian Johnson non ha minimamente avuto per Gli Ultimi Jedi.

L’insider dello studio spiega al magazine:

Durante la realizzazione di Jurassic World concentrava una gran parte delle sue energie nel portare avanti le proprie convinzioni e asserzioni. Ma siccome era stato assunto direttamente da Steven Spielberg nessuno poteva andare lì e dirgli “Sei licenziato”. Dopo l’incredibile successo del film e la sua decisione di girare The Book of Henry, era diventato ingestibile, aveva un punto di vista alquanto egoistico che continuava a sostenere.

La situazione sarebbe appunto diventata insostenibile mano a mano che Trevorrow e la Lucasfilm stavano cercando di sistemare lo script di Star Wars 9 e l’insuccesso critico e commerciale di The Book of Henry avrebbe facilitato la scelta dello studio.

Tempo fa, nel novembre del 2015, Colin Trevorrow descriveva così il suo approccio al cinema (e all’universo di Star Wars):

I registi hanno bisogno di un livello di fiducia in loro stessi che può sconfinare nel delirio. Devi arrivare a spingerti fino al confine con l’arroganza, senza superare mai il limite.

Però, quando si tratta di Star Wars, c’è una persona con cui non bisogna oltrepassare alcun tipo di limite. Quella persona risponde, ovviamente, al nome di Kathleen Kennedy.

Con Star Wars bisogna fare i conti con un unico guardiano, Kathleen Kennedy. Se la massaggi dal senso sbagliato – qualunque esso sia – hai finito. Sei fuori dai giochi. Un sacco di questi giovani registi si presentano qua e dicono “Voglio fare questo, voglio fare quest’altro”. Un mucchio di questi giovanotti – parlo di Phil Lord, Chris Miller e Colin Trevorrow, sono diventati molto ricchi e lo sono diventati troppo in fretta tanto da avere una fiducia eccessiva in loro stessi. E non vogliono seguire le regole del gioco. Vogliono fare le cose a modo loro. Ma a Kathleen Kennedy non piace cazzeggiare.

A quanto pare, anche se le divergenze creative saranno sicuramente esistite, sarebbero sorte più che altro come conseguenza delle personalità alquanto ostiche dei vari registi che sono stati ingaggiati e poi accompagnati più o meno gentilmente alla porta. E probabilmente alla Lucasfilm non interessa lavorare con gente troppo problematica.

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