Sono pazzi questi neozelandesi

Sono lontani da tutto ma sono anglosassoni. Sono un’ex colonia. Sono dei sognatori e visionari proprio perché si trovano in fondo a destra del mondo di ogni cartina del Pianeta Terra.

Un ragazzino di diciassette anni di nome Richard O’Brien passava ore e ore al cinema Embassy di Hamilton assistendo a doppi spettacoli di film horror e fantascienza di serie a, b e z tra il 1959 e il 1964.

Avrebbe creato una pièce teatrale di culto poi diventata un film leggendario: The Rocky Horror Picture Show. Un altro ragazzino neozelandese, più giovane di O’Brien di quasi 20 anni, aveva 14 anni nel 1975 quando The Rocky Horror Picture Show usciva in sala facendo un clamoroso flop. Costui, di nome Peter Jackson, era ossessionato dal cinema dei mostri (da King Kong a Gli Argonauti passando per gli zombi di Romero & Savini) e dal gruppo comico inglese dei Monty Python (autori, in un certo senso, di una comicità mostruosa che per prima nella Storia combinò splatter e commedia in una scena del loro secondo film Monty Python And The Holy Grail). Nel 1983 un ventiduenne Peter Jackson si sarebbe messo a lavorare al progetto di una sci-fi-horror-splatter-comedy intitolata Bad Taste. Doveva essere un corto e si poteva girare con una vecchia Bolex 16mm solo nei weekend. Era il classico progetto tra amici come accadde a Sam Raimi con La Casa (partecipò anche un certo Joel Coen) a Kevin Smith con Clerks o a Nanni Moretti con Io Sono Un Autarchico.

Proprio come quei tre film citati, anche Bad Taste – Fuori di Testa sarebbe diventato un classico… e forse anche il nome di un sito italiano di cinema. Il film racconta di un’invasione aliena presso la cittadina fittizia di Kaihoro in Nuova Zelanda.

Cattivo Gusto

L’organismo a difesa degli attacchi alieni alla Terra si chiama AIDS. Avete letto bene. La sindrome da immunodeficienza acquisita era già diventata la malattia per antonomasia degli anni ’80. La star hollywoodiana Rock Hudson era morta di Aids nel 1985 facendo esplodere il dibattito attorno alla nuova, letale, patologia. Jackson che fa? Sceglie di farla diventare l’acronimo (Astro Investigation and Defence Service) dell’ufficio dei buoni del film. E questo già fa capire quanto il ragazzino neozelandese non avesse paura di sfidare i maestri Monty Python in fatto di provocazione, irriverenza quasi punk e, appunto, scatenato cattivo gusto. Gli alieni arrivano in una Nuova Zelanda di scogliere e boschi per rapire gli autoctoni e trasformarli in cibo per una catena di fast food intergalattica. Questi antipaticissimi extraterrestri sembrano una concretizzazione prostetica di alcune creature disegnate da Gerald Scarfe per l’album dei Pink Floyd The Wall. Possiamo identificarli come l’Inghilterra stessa, classista e snob rispetto alla bonomia contadina neozelandese? È una lettura plausibile. I quattro paladini dell’Aids (Derek, Frank, Ozzy e Barry) sembrano usciti da uno zombie movie di Romero dopo essere passati per uno sketch dei Monty Python: sono imprecisi, spesso pronti ad esaltarsi, fondamentalmente stupidissimi.

Il più cretino di loro si chiama Derek ed è interpretato dallo stesso Peter Jackson, il quale durante una caduta dopo una colluttazione con un alieno travestito (è sempre Jackson ma con la barba) vedrà il proprio cranio aprirsi in due ma niente paura… si può rimettere il cervello molliccio dentro la scatola cranica e rammendare il tutto grazie a una fascetta alla Rambo. Questa scena spiega bene tutto il tono di Bad Taste.

Poi bisognerà bere del vomito verde per confondersi tra gli alieni, rotolarsi per terra sparando alla magione contenente il nucleo operativo degli invasori e infine, nell’epilogo epico, vedere i nemici dallo spazio profondo scappare dalla Nuova Zelanda partendo con tutta la casa-astronave mentre Derek, all’interno del razzo-abitazione, è pronto a punirli anche in volo nello spazio profondo brandendo una motosega come Leatherface in Non Aprite Quella Porta con il suo look da Robert Carradine de La Rivincita Dei Nerds. Quando la casa-astronave degli extraterrestri decolla dal suolo terrestre… viene in mente un momento identico proprio in The Rocky Horror Picture Show. E quindi, in un certo senso, tutto torna.
I sentieri di Richard O’Brien e Peter Jackson si sono finalmente incrociati.

Conclusioni

Quando il film uscì in sala nei cinema neozelandesi l’11 dicembre del 1987, tutti rimasero abbastanza sconcertati dal risultato finale ma non al punto, dentro l’industria dell’audiovisivo nazionale, da impedire a quel cineasta piuttosto bizzarro di proseguire la sua carriera da regista con il successivo, forse addirittura più folle, Meet the Feebles. Da noi in Italia Bad Taste arrivò prepotentemente nel 1989 grazie a una kermesse all’epoca prestigiosa come il Fantafestival di Roma dove vinse il Premio del Pubblico in anteprima nazionale.

Molti appassionati di cinema lo recuperarono in vhs in Italia e non solo (Edgar Wright, ad esempio, lo vide noleggiandolo da adolescente come ci ha detto questa estate in un video di saluto a BadTaste.it) e da quei giorni niente è cambiato. Bad Taste continua ad essere un gioiello del cinema in pellicola del ‘900 fatto integralmente a mano, con steadycam, crane e make-up letteralmente costruiti pezzo per pezzo da Peter Jackson e la sua troupe in quasi assoluta autarchia. Rimane ancora oggi un capolavoro.
Che solo un neozelandese poteva fare.

 

Edgar Wright: il videosaluto a BadTaste.it!

Edgar Wright è a Roma per l'ultima tappa del lunghissimo press tour di Baby Driver – Il genio della fuga durato quasi sei mesi e che ha interessato ben 14 nazioni.Francesco Alò lo ha incrociato chiedendogli un videosaluto e per domandargli "Quando hai visto, per la prima volta, Bad Taste di Peter Jackson?".La prossima settimana arriveranno anche le videointerviste al regista e al cast del film fatte lo scorso giugno a Londra dal nostro Andrea Bedeschi, in occasione della premiere europea.

Pubblicato da BadTaste.it su Lunedì 28 agosto 2017