Un paio di giorni fa vi abbiamo informato circa i cambiamenti in atto alla Warner annunciati a neanche una settimana di distanza dalla news relativa al cambiamento dei vertici della divisione DC.

Quest’ultima sarà diretta da Walter Hamada promosso alla presidenza della DC Films, e che supervisionerà la produzione dei cinecomic, rimpiazzando Jon Berg (che ora lavora con Roy Lee su altri progetti) e Geoff Johns (che rimane presidente e CCO della DC Entertainment e sarà ancora chairman di DC Films ma con un ruolo più da consigliere).

Quanto alla Casa Madre, Toby Emmerich, boss per nove anni della sussidiaria New Line Cinema, è stato promosso a capo dello studio, con l’attuale chairman e CEO Kevin Tsujihara intento a effettuare un “passo indietro” dall’amministrazione quotidiana delle attività della Warner. Fino ad oggi Emmerich era Presidente e CCO, ora invece chairman dell’intera Warner Bros. Pictures Group e supervisionerà produzione, marketing e distribuzione globali della major.

Contestualmente, Sue Kroll (presidente di marketing e distribuzione globali) lascerà il suo posto dopo dieci anni e diventerà una produttrice negli studios della Warner a Burbank dal 1 aprile, con un accordo triennale di esclusiva: occuperà lo stesso bungalow che una volta ospitava Jack Warner. Il ruolo che ricopriva Sue Kroll (che lavora alla Warner da 24 anni e che ha portato al successo saghe come Harry Potter, Il Cavaliere Oscuro, Lo Hobbit) verrà diviso tra Blair Rich, promossa a presidente del marketing globale sia di Warner Bros. Pictures Group che di Home Entertainment, e Ron Sanders, promosso a presidente della distribuzione globale.

Sempre The Wrap segnala che la mossa avrà, ovviamente, delle ripercussioni in ambito cinefumettistico, specie dopo le deludenti performance di Justice League. La pellicola che ha riunito le più note icone della casa editrice DC, su tutte Batman, Wonder Woman e Superman, ha raccolto solo 652 milioni di dollari al botteghino, 200 in meno della terza avventura solitaria di Thor o, restando in casa DC, 16 in meno di L’Uomo d’Acciaio. A quanto pare, Emmerich non dovrà più dare il via libera a dei progetti tramite l’approvazione di un comitato e dovrà rispondere solo ed esclusivamente a Kevin Tsujihara. Una politica che verrà anche estesa alla maniera in cui le varie pellicole verranno “vendute”. Un insider, ad esempio, avrebbe rivelato al sito che all’interno dello studio sono stati in molti a rimanere spiazzati dalla decisione, definita come “bizzarra”, di non impiegare Superman nella promozione di Justice League.

La colpa di questo viene addossata da alcuni alla già citata Sue Kroll che, stando a un altro insider, “odierebbe i cinecomic”. Interpellata da The Wrap, la Kroll ha negato il tutto affermando di amare i cinecomic: “Ho sempre considerato un onore lavorare al marketing di pellicole amate in maniera così intensa dai fan. E penso che i nostri risultati parlino da soli. Per quanto concerne Justice League e la sua campagna, sostengo tutto quello che abbiamo fatto. È stata un’operazione strategica e creativa e sono immensamente fiera del lavoro fatto da tutti”.

La nuova strategia della major sarebbe dunque mirata ad avere “meno cuochi in cucina” e Kevin Tsujihara vuole che il DCEU prosegua su dei binari differenti da quelli della Marvel:

La Warner Bros. deve continuare a fare quello che ha sempre fatto: produrre la più grande e diversificata proposta cinematografica dell’industria. Non possiamo fare quello che ha fatto la Disney. Ha funzionato molto, molto bene per loro, ma quella non è la nostra identità. Dobbiamo continuare con la nostra proposta bilanciata di film di tutti i tipi e generi.

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