Mostra Del Cinema Di Venezia, 28 agosto 2014.

Interviste con il cast artistico di Birdman – o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) di Alejandro González Iñárritu. BadTaste.it (BT) incontra Edward Norton (EN). Qui di seguito un piccolo estratto:

BT: Ci manchi. Perché lavori così poco?
EN: Grazie. Non lo so… ho fatto due film quest’anno (2014), dai. Ci sono registi con cui amo lavorare come Wes Anderson e Alejandro… non lo so, forse voglio mantenere alta la media con delle scelte calibrate. Ho lavorato tanto in passato quindi è possibile che ora la scelta sia più attenta. I registi ormai devono essere unici e interessanti. E poi probabilmente c’è il fatto che devo aver perso interesse nel fare OGNI tipo di film. Deve essere così. Ne ho fatti in passato anche solo per la curiosità di vedere com’era lavorare in un certo tipo di produzione. Sono impegnato in altre cose per cui… forse mi sono leggermente eclissato. Non è una priorità enorme adesso. Non penso che lavorare di più mi possa rendere un attore migliore. Anzi… l’assenza dalle scene mi potrebbe aiutare a incrementare la potenza espressiva nello sviluppare dei personaggi.

Italia, 1 maggio 2018.

Esce nelle nostre sale Game Night di John Francis Daley e Jonathan Goldstein, seconda action comedy diretta dal duo al timone del remake Come Ti Rovino Le Vacanze (2015). Quell’aggiornamento del classico National Lampoon’s Vacation (1983) di Harold Ramis andò leggermente al di sotto delle aspettative ma non fu considerato un flop. Presentava già due registi non di sangue particolari (uno del 1985 e uno del 1969: 14 anni di differenza tra i due) vogliosi di lavorare con cast larghi, popolati da personaggi in costante movimento fisico, pronti a entrare in scene d’azione facendo da spola tra commedia e… qualcosa di più pericoloso.
L’idea alla base di Come Ti Rovino Le Vacanze è arrivata a una maggiore compiutezza con Game Night – Indovina chi muore stasera? (2018), action comedy in cui un cast largo (8 personaggi) si muove parecchio, rischiando grosso al gioco. Visto che gli eroi di questa storia sono gamer quasi più scalmanati dei Gunter di Ready Player One… ci siamo divertiti a fare una scheda della pellicola di Daley & Goldstein per prepararvi al meglio all’esperienza.

  • Giocabilità: Siete dei fan de L’Uomo Che Sapeva Troppo (versione 1956 più che quella 1934) di Alfred Hitchcock in cui una coppia borghese yankee scopre l’ebbrezza dello spionaggio internazionale? Preferite Tutto In Una Notte (1985) di John Landis in cui un programmatore informatico insonne con David Cronenberg come capo… si accorge di trovare estremamente eccitante il contrabbando di gioielli internazionale anche perché Michelle Pfeiffer gli piomba, improvvisamente, sul cofano della macchina? Vi rivedete ogni anno Il Maratoneta (1976) di John Schlesinger? Non avete dimenticato l’uovo Fabergé in un Bond niente male con Roger Moore intitolato Octopussy – Operazione Piovra (1983)? Avete riso quando Steve Carell e Tina Fey hanno recuperato il loro matrimonio in quella Notte Folle A Manhattan (2010)? Difendete a spada tratta il dittico Come Ammazzare Il Capo …e Vivere Felici (2011) e Come Ammazzare Il Capo 2 (2014) anche solo per quello che finalmente fanno a Christoph Waltz nel secondo capitolo? Avete nostalgia di interminabili partite a Cluedo, Sciarada, Monopoli, Il gioco di mimi, L’allegro chirurgo, Indovina Chi?, Risiko, Simon Dice (piaceva tanto a Jeremy Irons nel terzo Die Hard – Duri A Morire del 1995)? Lo fate con gli amici ogni settimana? Se anche solo avete riconosciuto qualcosa di vostro gradimento nelle righe precedenti a prescindere che abbiate 70, 60, 50, 40, 30 o 20 anni di età… la giocabilità di Game Night sarà per voi estrema e vi divertirete un mondo. Se non avete capito nulla di cosa si sta digitando e siete pronti all’avventura… potreste scoprire qualcosa di nuovo e molto divertente.
  • Grafica: Non siamo solo in salotto a vedere chi è più bravo a fare lo spiritoso con gli enigmi tra i coniugi Jason Bateman e Rachel McAdams. L’interno di una casa sarà esplorato… come se si giocasse a rugby. Ci sarà tanta azione, macchine che sgommano, sangue (eh già) e doppi, tripli, forse quadrupli giochi che dentro un film a tema ludico ci stanno proprio a meraviglia.
  • Sonoro: Ecco… se avete problemi di udito potreste perdervi le costanti citazioni di cultura pop sparate a raffica dal gruppo di amici del film. Ma niente paura perché anche se resterete privi delle mille gag e citazioni verbali, ci sarà abbastanza slapstick e comicità fisica davanti ai vostri occhi.
  • Longevità: Non ci si stanca mai nei 100 minuti di Game Night anche perché si parte piano, si aumenta il gas nel secondo atto e si finisce fortissimo nemmeno in macchina ma addirittura in aereo. Che senso ha un cast largo se non lo si sfrutta? C’è parecchia vita e spazio non solo nell’arco narrativo della coppia protagonista Max-Annie (Jason Bateman e Rachel McAdams) ma anche in Sarah-Ryan (Sharon Horgan e Bily Magnussen), Kevin-Michelle (Lamorne Morris e Kylie Bunbury) e nei “single” del film Gary (Jesse Plemons: sublime) e Brooks (Kyle Chandler).
  • Fattore N(erditudine): Diciamo che si conferma l’estrema propensione alla nerditudine anche degli un tempo esclusi o marginali al gioco pop afroamericani (vedi discussione su Ghostbusters in prima stagione di Stranger Things). La coppia black Kevin-Michelle è quasi più nerd della geniale sorella di T’Challa in Black Panther. Non retrocede di un passo da un alto tasso di nerditudine la generazione dei nati nei ’70 rappresentata da Jason Bateman (classe 1969) e al limite anche dalla deliziosa McAdams (classe 1978). Nerd un tempo era sinonimo di fallimento (vedi nostro Bad School dedicato a La Rivincita Dei Nerds). Oggi invece sei un fallito, e un escluso sociale, se NON sei un nerd. Fattore N dunque altissimo anche qui dopo l’orgia di cultura pop anni ’80 di Ready Player One. Game Night, a differenza del film di Spielberg, enfatizza in chiave cinematografica anche molto i ’90 attraverso Pulp Fiction (1994), Fight Club (1999) e Eyes Wide Shut (1999).

Conclusioni

La scheda è terminata. Il gioco è bello quando dura poco? Non sempre. Il gioco, per un attore hollywoodiano, può essere necessario che duri molto, o anche solo non pochissimo, per non essere completamente dimenticato dai custodi della cultura pop. Sappiamo di chi vorremmo il cammeo nell’ipotetico sequel di Game Night.

Uno splendido attore idolo indiscusso dei ’90 improvvisamente eclissatosi per scelta personale. È il protagonista dell’inizio di questo articolo. E anche di uno dei momenti ludici più esilaranti di tutto Game Night.