Animal House

John Cleese ha sempre amato gli animali. Di più: li ha considerati costantemente parte integrante del suo repertorio comico fin dai tempi in cui scriveva con Graham Chapman degli sketch in quel di Cambridge e i due avevano poco più di vent’anni d’età. Quindi assai prima della formazione dei Monty Python. È dunque in onore dell’autore-attore, con il deceduto Chapman, dello sketch del Pappagallo Morto, caposaldo del Monty Python’s Flying Circus, che ci accingiamo a ricordare una splendida commedia del 1988 ambientata a Londra, scritta con grande lentezza da Cleese e un regista quasi in pensione, con un animale nel titolo, diretta da un 78enne già protagonista di un Bad School su un horror britannico, incentrata su tradimenti e doppi giochi tra ladri dopo una rapina di diamanti e composta come cast di personaggi da un avvocato londinese compassato (John Cleese), un criminale psicopatico americano (Kevin Kline), una femme fatale yankee incline ad eccitarsi quando qualcuno le parla in una lingua straniera (Jamie Lee Curtis) e un delinquente gentile che tartaglia di nome Ken (Michael Palin; coprotagonista dello sketch del Pappagallo Morto). In Un Pesce Di Nome Wanda, sceneggiato dall’ormai ex Monty Python Cleese (il gruppo si era ufficiosamente sciolto nel 1983 a seguito del quarto lungometraggio del sestetto Il Senso Della Vita) insieme a Crichton nel corso di cinque lunghi anni, vedremo slogan contro la violenza sugli animali, poster di foche (l’americano psicopatico per provare la sua abilità col lancio del coltello centrerà in pieno il manifesto per il sommo sdegno dello zoofilo Ken) e tre piccoli corti dentro il lungo formidabili sul tentativo di uccidere un’anziana signora testimone. Ci hanno ricordato le parti migliori di Tonno Spiaggiato di Matteo Martinez (c’è un pesce nel titolo pure qui). Quelle in cui un maldestro Frank Matano cerca di far fuori la stagionata Lucia Guzzardi nel ruolo dell’aggressiva e tostissima Zia Nanna.
Analizziamo nel dettaglio questi piani omicidi.
Riguardano anche gli animali.

Ken il guerriero

Quanto sono belli i film nei film? Quelle microstorie dentro la trama principale che vedono uno dei personaggi protagonisti assentarsi dal corso principale della narrazione per imboccare una strada secondaria. Nel caso dei tentativi di Ken di uccidere la testimone scomoda Mrs. Eileen Coady (una fiera Patricia Hayes sempre in polemica con chiunque incroci il suo passaggio quando porta a spasso i suoi adorati cagnolini) le dinamiche sono queste:

  1. Il dobermann Maggie, addestrata da Ken a riconoscere l’odore di Mrs. Coady attraverso un capo di biancheria intima, si lancia verso la signora mingherlina uscendo al galoppo dal furgone dell’aspirante assassino. Mrs. Coady ha lasciato la magione per portare a spasso i suoi tre piccoli schnauzer percorrendo via Onslow Gardens del quartiere chic di South Kensington. Maggie procede spedita sul marciapiede. Pare inarrestabile, punta la signora ma… addenta in corsa uno dei tre schnauzer invece della donna. L’animalista Ken osserva atterrito, e sanguinante, dal vetro del retro del furgone.
    Il giorno dopo parteciperà di nascosto al funerale dello schnauzer presso il pet cemetery di Silvermere Haven a Cobham nel Surrey. Si sente il canto funebre: “Miserere domine. Canis mortuus est”.
  2. Ken, con indosso parrucca rasta, decide di guidare il furgone a tutta velocità verso Mrs. Coady per investirla. Metodo rozzo ma efficace. Purtroppo non sarà sufficientemente abile a mantenere il veicolo in scia e così… metterà sotto il secondo schnauzer della signora andando pure a sbattere violentemente contro un cassonetto dei rifiuti. Stravolto, e anche ferito per via del tamponamento + zampata subita da Maggie in precedenza, scapperà assai scosso liberandosi di giacca e parrucca rasta. Mrs. Coady, che già durante l’affaire con Maggie aveva cominciato a prendere pillole per il cuore, urla lasciandosi cadere al suolo. Quanto è brava Patricia Hayes in questi piccoli gesti.
    Il giorno dopo risentiremo al cimitero: “Miserere domine. Canis mortuus est”. Ken piange vicino alla lapide.
  3. Il criminale balbuziente è appostato davanti all’appartamento della signora con un fucile di precisione montato su un treppiedi. Ha pure il silenziatore. L’idea è quella di sparare a una corda che tiene sospeso un montacarichi giusto qualche metro sopra la testa della vecchina, subito oltre l’uscio di casa. La caduta dell’oggetto dovrebbe schiacciarla senza pietà. Il nostro killer difettoso, sempre più ferito dopo le precedenti disavventure, spara, colpisce la corda, provoca la caduta dell’ascensore per merci ma… sbaglia le misure facendo sì che il terzo schnauzer, e non la testimone, risulti spappolato sotto il peso dell’utensile. Lei non se ne renderà immediatamente conto dopo aver sentito il botto e proverà a procedere per la passeggiata tirando il guinzaglio. Inutilmente.
    Stavolta nessun cimitero: di fronte alla morte violenta anche del terzo cane Mrs. Coady stramazzerà per terra terminata da un fulmineo infarto. Un gruppo di londinesi si raduna attorno alla sfortunata in un classico misto di sorpresa e preoccupazione. Tutti tranne uno: Ken Pile. Costui spunterà tra i curiosi, si renderà conto della situazione… e comincerà a ridere come un folle.
    La vecchia, finalmente, è morta.

Michael

Era stato ottimo nel 1984 nel film Pranzo Reale di Mowbray su testo di Alan Bennett. Aveva fatto furore come farabutto in Brazil dell’ex Python Terry Gilliam. Aveva anche pubblicato una raccolta di limerick (poesie nonsense tipiche della tradizione letteraria inglese) intitolata The Mirrorstone e i libri per l’infanzia Cyril and the Dinner Party e Cyril and the House of Commons. Nel 1988 una black comedy scritta quindici anni prima per la BBC insieme al sodale oxfordiano ex Python Terry Jones si era trasformata in un film intitolato Cioccolato Bollente diretto da Giles Foster. Poi arriva questa grande piccola parte nei panni di Ken Pile dentro Un Pesce Di Nome Wanda ispirandosi al papà balbuziente. Lui e John Cleese hanno solo una scena insieme ma il sodalizio tra i due, in fase di ideazione, è forte come ai tempi dei Python. Mai dimenticare che la coppia si piacque già immensamente durante un fugace sketch, padre di quello del Pappagallo Morto, in un programma pre-Python intitolato How To Irritate People (1968). Inizialmente i dirigenti BBC volevano mettere insieme in uno show SOLO John Cleese e Michael Palin. Furono loro due a tirare dentro anche Graham Chapman, Eric Idle, Terry Jones e Terry Gilliam permettendo così la nascita del gruppo.

John

Un’enorme soddisfazione. La commedia fa furore. Cleese è stato anche molto scaltro. Ha preso da Il Senso Della Vita l’idea del battibecco inglesi vs. americani dentro l’episodio crepuscolare del Tristo Mietitore in visita ai borghesi e l’ha ampliata a dismisura facendola diventare il cavallo di battaglia del personaggio psicopatico di Kevin Kline, il quale legge Al di là del bene e del male di Nietzsche ma non lo capisce e, soprattutto, è fissato riguardo la superiorità antropologica dello statunitense sul britannico rappresentata soprattutto dal rapporto conflittuale tra lui e il suo principale avversario nella storia Archie Leach, interpretato proprio da John Cleese. Un Pesce Di Nome Wanda è il più grande successo da “solista” di Cleese dentro la sua carriera cinematografica. Ovunque va il film piace per come tutto si riesca a fondere perfettamente: la trama noir, le gag più fisiche, la performance strabiliante di Kevin Kline e il fascino di pura femme fatale della Wanda di Jamie Lee Curtis senza che l’ottica diventi mai maschilista. Possiamo parlare anche in questo caso di un film perfetto? Sì.
Questi risultati audiovisivi così fortunati vanno studiati, capiti…  magari replicati dai futuri John Cleese di domani.
Nell’arte si ruba. Proprio come fanno gli irresistibili ladri di diamanti del film.

Conclusioni

Costato meno di dieci milioni di dollari, Un Pesce Di Nome Wanda ottiene un ottimo successo, come si diceva un tempo, di pubblico e critica. Cleese, fin da giovane teorico oltre che autore pratico della commedia, è molto interessato a come diversi pubblici ridano in diversi punti, e per diverse ragioni, a causa del suo formidabile script. Gli americani sono convinti che Un Pesce Di Nome Wanda metta terribilmente alla berlina gli inglesi. I britannici credono che quelli ad uscire con le ossa rotte siano proprio gli statunitensi, rappresentati come ottusi, ignoranti e prepotenti. Tranne l’adorabile Wanda della Curtis.
Il Bafta premia come miglior attore protagonista Cleese e non protagonista Palin (l’Oscar inglese aveva sempre snobbato i Python nominando due volte senza mai premiare il Flying Circus nella categoria televisiva + una candidatura a una canzone del loro quarto e ultimo lungo Il Senso Della Vita). Arrivano addirittura tre nomination Oscar per Miglior Regia (Crichton), Sceneggiatura Originale (Cleese + Crichton) e Attore Non Protagonista (Kline). Vince piuttosto a sorpresa, trattandosi di una commedia, proprio quel Kevin Kline che fece furore nel suo esordio su grande schermo accanto a Meryl Streep ne La Scelta Di Sophie (1982) di Pakula.
Un Pesce Di Nome Wanda è la prova di quanto sia importante una sceneggiatura perfetta nella commedia come insegnano i maestro plurinominati all’Oscar Billy Wilder e Woody Allen.
Eppure l’indolente Cleese sceglie di non gettarsi nella scrittura per il cinema continuando a preferire un proprio apporto drammaturgico al piccolo schermo, tornando al grande schermo solo ben 10 anni dopo per lo script di Creature Selvagge (1997), una sorta di riunione di tutto il cast artistico e in parte tecnico di Un Pesce Di Nome Wanda (Crichton ci avrebbe lasciati nel 1999 a 89 anni).
Le cose non andarono bene come ai tempi di questo capolavoro.
Con un pesce nel titolo, due Monty Python mattatori e una vecchietta arcigna… quasi impossibile da uccidere.