Nonostante Star Wars: Gli Ultimi Jedi abbia incassato un miliardo e trecentoventuno milioni di dollari, attestandosi sulla parte bassa delle stime d’incasso preliminari del kolossal che avevano previsto una finestra compresa fra 1.3 e 1.6 miliardi di dollari al box office (flessione fisiologica considerato che la percezione di evento che ha accompagnato l’uscita di Il Risveglio della Forza potrà forse essere ripetuta dal Capitolo 9 che la Lucasfilm ha già, saggiamente, iniziato a pubblicizzare come “La fine della saga della famiglia Skywalker”), una certa fetta del fandom continua a parlare di “flop”, “saga rovinata” e ritornelli similari.

A nulla serve sottolineare che si tratta del secondo migliore incasso worldwide per la saga creata da George Lucas (dato non aggiornato all’inflazione) o che abbia incassato 5,75 volte il suo budget di 225 milioni, inferiore di una ventina di milioni rispetto a quello del settimo Episodio diretto da J.J.Abrams: per una fetta di fan il film è un fallimento su tutta la linea e se, da una parte, è logico che non possa essere piaciuto a tutti (i film funzionano così grossomodo da sempre…) qualsiasi prova oggettiva della riuscita commerciale del blockbuster non verrà riconosciuta come tale.

Il particolare segmento del fandom di cui sopra però si è anche reso protagonista, nel corso delle settimane e dei mesi successivi alla release della pellicola, di atti di bullismo internettiano ai danni di svariate figure pubbliche coinvolte nella franchise, in primis le attrici Daisy Ridley e Kelly Marie Tran e il regista/sceneggiatore Rian Johnson, tanto da costringere le prime due ad abbandonare le piattaforme social dove erano iscritte.

La questione ha tenuto banco molto spesso sulle pagine della stampa specializzata e non solo e, di recente, è stata affrontata anche da Gary Whitta, autore del soggetto di Rogue One: A Star Wars Story, il primo spin-off di Guerre Stellari.

Parlando con JediNews ha argomentato così la cosa:

Credo che quando parli di “fan” si tratti in realtà di una “minoranza rumorosa di fan”. Guarda, personalmente non avrei fatto le stesse scelte di Rian semplicemente perché non sono la stessa persona o il medesimo scrittore o fan, ma rispetto, apprezzo e supporto ogni scelta che ha fatto. Il film che ha creato è sicuramente più coraggioso e maturo di quello che avrei potuto realizzare io.

Whitta continua spiegando che, probabilmente, lui sarebbe rimasto più ancorato a degli stilemi tipici del fan-service:

Ho come il sospetto che avrei dato forma a un film maggiormente guidato dal fan-service che avrebbe soddisfatto qualche esponente della minoranza rumorosa, ma che sarebbe finito per essere un’opera decisamente meno importante per via di queste scelte creative. Sono francamente disgustato dal trattamento che è stato riservato a Rian che non è solo uno dei più talentuosi filmmaker in attività, ma anche una delle persone più gradevoli che tu possa sperare d’incontrare nella tua vita e tanto lui quanto il film che ha fatto meritano di meglio.

Parlando sempre di fan, lo sceneggiatore puntualizza che, mentre stava lavorando a Rogue One, non si è lasciato minimamente influenzare dai feeedback ricevuti:

Nulla di quello che ho fatto è stato in qualche modo condizionato dal feedback dei fan […] Il mio approccio, quando scrivo qualcosa, si basa sul non preoccuparmi di quello che le altre persone vorrebbero vedere e poi sperare che i miei istinti di fan di Star Wars siano azzeccati o in linea con le aspettative. Ma se il processo creativo fosse basato sui desideri dei fan, finiresti per impazzire e per raccontare una storia di livello inferiore.

I punti toccati da Gary Whitta nella corposa intervista rilasciata al sito starwarsiano sono estremamente importanti e interessanti perché, con la presenza sempre più forte delle piattaforme social nella nostra vita quotidiana e la relativa facilità con cui si può raggiungere oggigiorno una figura pubblica, si tratta di questioni con cui abbiamo e avremo sempre più a che fare e per le quali delle prospettive di autoregolamentazione dei fruitori delle medesime appaiono quasi come una chimera. Specie di fronte all’evidente incapacità di svariate persone di saper criticare una data cosa senza scadere nell’offesa gratuita e nella violenza verbale.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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Nel cast tornano Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Kelly Marie Tran, Laura Dern e Benicio Del Toro.

Trovate tutte le informazioni sul film, con gli aggiornamenti e le novità, nella scheda.

Scritto e diretto da Rian Johnson, Star Wars: Gli Ultimi Jedi è prodotto da Ram Bergman e Kathleen Kennedy, è uscito il 15 dicembre 2017, il 13 in Italia.

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