The Blues Brothers: John Landis ricorda Aretha Franklin

In una lunga e interessante intervista rilasciata a Deadline, il regista John Landis ricorda la grande Aretha Franklin, che si è spenta ieri dopo una lunga malattia.

La Regina del Soul aveva partecipato a The Blues Brothers e al sequel. Landis inizia ricordando come la cantante rimase spiazzata dalla sua decisione di farle eseguire Think, e non Respect, nel primo film:

All’inizio mi disse: “Sicuro? Non vuoi che canti Respect?” […] Venne sul set un paio di giorni prima delle riprese delle sue scene, ascoltò la traccia di Think e disse: “Ok, ma vorrei rimpiazzare il piano.” Rispondemmo ok, cosa vuoi fare? E lei rispose: “Suonarlo io”. Le portammo un pianoforte […] e lei suonò e cantò. La eseguì una volta e si riascoltò. Ci chiese se poteva rifarla. La suonò cantando, e questa seconda traccia è quella che è nel film. Era semplicemente meravigliosa. Non amava fare troppe ripetizioni, aveva qualche problema con il labiale nel playback. […] Nella versione precedente il piano non era così soul.

Landis la ricorda come “felice”:

Era felice. Era divertente perché era spiazzata dal dover ripetere così tante volte le scene. Molti artisti con cui ho lavorato hanno problemi con il lip sync, il che ha perfettamente senso se pensi che lei non ha mai cantato una canzone allo stesso modo due volte di seguito.

Non voglio dire che la sua morte rappresenta la fine di un’era. Ma attenzione: Aretha era la Regina del Soul, una grande artista. Ma ha avuto anche un ruolo importantissimo nella Storia Americana. Era una figura chiave della lotta per i diritti civili. Cantò al funerale del Dr. King, alle inaugurazioni dei presidenti Carter, Clinton, Obama. Era lì con Paul Robeson, Marian Anderson, Harry Belafonte, Sidney Poitier, artisti in prima linea. Non posso dire che cose positive di lei. Si fidava di me e nel film è fantastica. Eravamo preoccupati per come avrebbe reagito riguardo al suo costume, ma lei lo adorò. E due delle coriste intorno a lei sono le sue sorelle.

Trovate l’intervista completa in questa pagina.

 

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