Bryan Singer, in un modo o nell’altro, è abituato “a far parlare di sé”.

Il regista, mesi fa, è stato al centro mesi fa di un tempesta di “cattiva PR” per via delle accuse di molestie sessuali e per l’estromissione dalla regia di Bohemian Rapsody (di cui resta accreditato come regista), questioni che non sembrano aver colpito la sua vita professionale in maniera determinante (è attualmente collegato all’adattamento cinematografico di Red Sonja).

Proprio per questo, nelle ore scorse, ha preso parola sui social giocando di anticipo in merito a un articolo che il magazine Esquire sarebbe in procinto di pubblicare.

Su Instagram scrive:

Sono a conoscenza da un po’ che Esquire potrebbe pubblicare un articolo negativo su di me. Hanno contattato amici, colleghi e gente che neanche conosco. In un clima come quello odierno, dove intere carriere vengono demolite da delle mere accuse, quello che Esquire si accinge a fare dimostra il loro sconsiderato disprezzo per la verità, con delle ipotesi fittizie e irresponsabili.

Questo articolo cercherà di rimaneggiare false accuse e cause fasulle (come questa). Impiegherà citazioni erronee di “fonti” che sostengono di avere “una conoscenza intima” della mia vita privata. E cercherà di presumere colpevolezza con delle associazioni date dalla mia semplice conoscenza, o il mio semplice incontro con persone avvenuto in passato. Cercheranno di infangare una carriera che ho costruito in 25 anni.

Casualmente, il suddetto articolo verrà proposto con un timing che, stranamente, sfrutterà la release del mio film, Bohemian Rapsody. Pellicola di cui sono immensamente orgoglioso, così come sono fiero delle persone che hanno contribuito a realizzarla.

Se necessario commenterò ulteriormente la questione.

 

 

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