In un lungo reportage del New York Times dedicato ai parchi a tema della Disney sono presenti alcuni interessanti dettagli sul futuro di uno dei settori più redditizi del colosso, non esente però da fluttuazioni legate all’andamento dell’economia.

L’articolo parla in particolare dell’espansione di Disney World e Disneyland, che nel 2019 vedranno l’apertura di due nuove aree chiamate Star Wars: Galaxy’s Edge, grandi oltre 56mila metri quadri ciascuna. Non solo: a Hong Kong Disneyland sono in apertura un’area dedicata a Frozen e due attrazioni dedicate ad Avengers (per un costo totale di 1.4 miliardi di dollari), e qualche mese fa Bob Iger ha giudicato “inevitabile” l’apertura di un settimo parco tra qualche anno, in Cina (dove nel 2016 è stato aperto Shanghai Disneyland, costato 5.5 miliardi di dollari) o altrove.

Ciascuno dei sei parchi in giro per il mondo è in espansione (inclusi nuovi resort e le crociere della Disney Cruise Line): le previsioni dell’analista media Michael Nathanson sono che nell’arco dei prossimi cinque anni la Disney investirà 24 miliardi di dollari in nuove attrazioni, hotel e navi da crociera. Si tratta di una cifra superiore alla somma di quanto investito per acquisire Pixar, Marvel e Lucasfilm.

Si tratta di cifre enormi, ma che hanno senso se si guarda ai bilanci: nell’anno fiscale 2018 la divisione Walt Disney Parks and Resorts ha generato un utile operativo di 4.5 miliardi di dollari, un incremento del 100% rispetto ai cinque anni precedenti. Disney Media Networks (che gestisce la ABC e le reti sportive ESPN), in confronto, ha generato 6.6 miliardi di dollari di profitto, in calo del 3%. Insomma, ci sono margini di crescita immensi…

 

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