A fine gennaio, nonostante l’esplosione di nuove polemiche intorno alla figura di Bryan Singer avvenuta giusto all’indomani delle cinque nomination agli Oscar ricevute da Bohemian Rhapsody, Avi Lerner, boss della mini major Millennium, affermava senza mezzi termini:

Continuo a lavorare allo sviluppo di Red Sonja e Bryan Singer resta collegato al progetto. Gli 800 milioni di dollari incassati da Bohemian Rhapsody, che lo hanno reso il film drammatico di maggior successo nella storia, sono un testamento alla sua straordinaria visione artistica e al suo acume. Conosco bene la differenza fra le fake news che devono seguire un’agenda ben specifica e la realtà dei fatti e sono del tutto a mio agio con questa decisione. In America le persone sono innocenti fino a che non viene dimostrato il contrario.

Ora però, Deadline pubblica un aggiornamento decisamente in “controtendenza”. A quanto pare, Red Sonja non è presente sul listino dei film Millennium in vendita all’European Film Market di Berlino, segnale che la pellicola potrebbe essere stata accantonata, almeno per il momento.

Lo stesso Lerner, qualche giorno fa, ha rilasciato una nuova dichiarazione dove non si dice che Singer è stato allontanato dal film, ma in cui i toni sono sicuramente meno netti rispetto a quella citata in apertura dell’articolo:

Credo che le vittime vadano ascoltate e le accuse prese molto, molto seriamente. Però non condivido le giurie di Twitter. Voglio che un accusato venga giudicato da un tribunale.

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