È stato un venerdì sera decisamente molto movimentato quello appena trascorso.

Intorno alle 19 è infatti arrivata la notizia che la Disney aveva reintegrato James Gunn alla regia di Guardiani della Galassia Vol. 3.

Come noto il licenziamento di James Gunn dalla regia del cinecomic avvenuto lo scorso luglio, oltre a essere arrivato come un fulmine a ciel sereno la scorsa estate, ha fatto parlare e ha colpito un po’ tutti per la dinamica.

Tutto è avvenuto dopo che alcuni esponenti della frangia alt-right, tra cui l’attivista pro-Trump, teorico del complotto e troll Jack Prosobiec, hanno riesumato da internet alcuni vecchi tweet di James Gunn.

Per mesi e mesi in molto hanno parlato di allontanamento ingiusto, compresi i membri del cast di Guardiani della Galassia, ma stando a quanto riportato dall’Hollywood Reporter in un pezzo dedicato al ritorno del filmmaker pare quasi che tecnicamente non ci sia mai stato alcun… licenziamento effettivo. Dopo le polemiche sollevate dai suddetti membri dell’alt-right americana (Gunn non ha mai nascosto la sua antipatia verso Trump e tutta l’operazione era dichiaratamente atta a screditare personaggi pubblici critici verso l’amministrazione dell’attuale POTUS), lo studio ha allontanato il regista, ma la Disney e i Marvel Studios non hanno mai incontrato nessun altro regista per rimpiazzarlo.

Come scrive THR:

Nelle settimane successive al licenziamento di Gunn, in città si è cominciato a speculare circa il papabile sostituto, con gli agenti in fila [fuori dagli uffici della Marvel, ndr], ma a metà autunno pareva che le ricerche di un nuovo regista si fossero esaurite del tutto tanto che in molti avevano cominciato a pensare che il progetto fosse stato accantonato. Quello che nessuno sapeva era che la Marvel e la Disney non avevano mai effettivamente fatto partire la ricerca di un filmmaker e, in realtà, erano tornate da Gunn per stipulare un accordo in gran segreto.

Ricordiamo che la descrizione della situazione data da Deadline ieri era un po’ differente:

Dopo il licenziamento, il presidente dei Walt Disney Studios Alan Horn si sarebbe incontrato in più occasioni con Gunn per discutere della situazione. Persuaso dalle scuse pubbliche di Gunn e da come il regista ha poi gestito la situazione in seguito, Horn ha deciso di invertire la rotta e reintegrare Gunn.

L’impressione generale è che comunque, a prescindere dai tecnicismi e dalla semantica del come definire la “messa in pausa” dello sviluppo di Guardiani della Galassia Vol. 3 e i rapporti intercorrenti fra le parti in causa, tutti volessero attendere che il polverone sollevatosi la scorsa estate si calmasse.

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