C’era una piccola stortura nella nuova legge cinema Franceschini (la 220/2016) a cui ANICA, 100AUTORI e la Direzione Cinema del ministero hanno rimediato con un’intesa.

I contributi automatici previsti dalla legge ora non andranno solo alle imprese ma anche agli autori, infatti retribuirli con un’extra in caso di successo commerciale o culturale dei film cui hanno lavorato sarà considerato una forma di “reinvestimento”.
Per autori si intendono registi, sceneggiatori e soggettisti.

I contributi automatici sono quelle somme che elargisce lo stato in maniera, per l’appunto, automatica a seguito del raggiungimento di determinate condizioni sia al botteghino che in ambiti artistici. Incassare una certa cifra o essere selezionati in un certo tipo di festival o ancora vincere certi premi consente alle imprese che hanno lavorato al film l’accesso a tali finanziamenti a patto di reinvestirli in una nuova produzione cinematografica, televisiva, online o di animazione.
Adesso il 4,5% di quel capitale da reinvestire può essere distribuito agli autori del film che l’ha fatto fruttare. E questo a prescindere dal fatto che questi siano o no coinvolti nella nuova produzione in cui il restante 95,5% sarà reinvestito.

Prima della legge Franceschini gli autori già avevano accesso a simili fondi, questo accordo con la Direzione Cinema ripristina quel sistema adattandolo alla nuova legge.

Spiegato più tecnicamente: “Le imprese cinematografiche e audiovisive che sceglieranno di aderire al protocollo (cioè quelle riunite da ANICA) si impegnano ad attribuire agli autori del soggetto, della sceneggiatura e al regista delle opere una quota forfettaria, a valere sulle proprie risorse economiche, entro trenta giorni dall’effettivo utilizzo per reinvestimento.
L’importo è calcolato in una misura pari al 4,5% totale dei contributi automatici per opere cinematografiche, televisive, web e in animazione: l’1,5% a soggettisti; l’1,5% a sceneggiatori; l’1,5% a registi, dividendo eventualmente le somme in parti uguali fra gli autori della medesima categoria”.

Questo significa che una società che produca un film il cui sfruttamento arrivi giustificare l’elargimento dei fondi automatici, al momento di intraprendere la produzione o la distribuzione di una nuova opera potrà usare il 4,5% di una cifra che prima gli spettava interamente, per retribuire aggiuntivamente gli autori. Non si tratta di un obbligo ma di un accordo tra 100AUTORI e ANICA, una cosìddetta “buona pratica” virtuosa che le due associazioni incoraggiano fortemente e che, sostengono, fa bene a tutti. L’obiettivo è infatti dare più autonomia agli autori, che a quel punto godono di un capitale aggiuntivo da poter utilizzare per il proprio lavoro (ma anche no), e insieme rafforzare il loro rapporto con i produttori. È infatti facile immaginare che qualora una società decidesse di non elargire quel 4,5% agli autori difficilmente in futuro qualcuno, sapendolo, vorrà lavorare di nuovo per essa.

L’accordo è stato firmato il 18 aprile da Stefano Sardo e Antonio Leotti, rappresentanti dei 100AUTORI, e da Francesca Cima e Francesco Rutelli, rappresentati ANICA. Il Direttore Generale Cinema Mario Turetta ha espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta dalle due Associazioni.

L’accordo – che non ha precedenti nella storia delle relazioni tra autori e produttori – produrrà effetti dal momento del reinvestimento dei contributi automatici, che deve ancora essere operativamente regolato dal MiBAC. Il 29 maggio 2019 è stato pubblicato online, con Decreto del Direttore Generale, l’elenco dei primi contributi automatici assegnati in base alla legge 220/2016 per opere che hanno ottenuto risultati economici, culturali e artistici nel 2017.

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