In attesa della conferenza ufficiale del 4 Ottobre in cui sarà annunciato il programma completo, la Festa del Cinema di Roma annuncia adesso in estate, come ormai di rito da quando il direttore è Antonio Monda, alcuni tra i nomi probabilmente maggiori che vedremo tra il 17 e il 27 Ottobre. La direzione si augura che l’edizione di quest’anno sia in linea con l’aumento di pubblico registrato negli ultimi anni a fronte di un budget sempre uguale (e lo sarà anche per il 2019) di 3,4 milioni di euro (2mln pubblici, 1,4mln privati). Si parla di 30% in più di presenze in sala nel corso degli ultimi 4 anni, passando da 42.000 a 60.000 spettatori totali tra pubblico e accreditati.

C’è una grande abbondanza di star e talent angloamericani al momento, tra questi però, dettaglio inedito per questi annunci anticipati, penetra un taglio di luce francese con Bertrand Tavernier e Olivier Assayas. Sono gli annunci più pesanti assieme a Pavarotti con Ron Howard presente e ovviamente al premio alla carriera a Bill Murray (che sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato condotto da Wes Anderson, quindi interamente in lingua straniera, qualcosa di fantascientifico per noi).

Il cinema indipendente

Quando si è parlato dei criteri per la selezione dei film Antonio Monda ha ripetuto qualcosa che non è la prima volta che gli sentiamo dire ma con un livello di dettaglio forse maggiore, dato anche dall’esperienza maturata.
Hollywood sta diventando mainstream, fa film sempre più uguali sempre più brutti, sempre più studiati a tavolino secondo i tre atti e le formule che funzionano. Stanno quindi nascendo ovunque soprattutto in America film indipendenti fuori dagli studios che vogliono raccontare la verità della quotidianità. Oggi un regista hollywoodiano ha più facilità paradossalmente a fare un film da 200 milioni che uno da 20 milioni. Quello che cerchiamo ovunque sono i film indipendenti e soprattutto le novità come lo fu Moonlight, come lo fu Lo chiamavano Jeeg Robot. Le cerchiamo in Russia, in Francia e ovviamente in Sudamerica, la cui cinematografia amo molto”.

La coolness

Oltre al cinema indipendente c’è un altro tratto che ha guidato la squadra in questi ultimi anni e ovviamente, a sentire Monda, lo farà nel 2019, cioè la ricerca di qualcosa di un po’ meno mainstream e un po’ più cool, nel senso di “capace di attirare un pubblico più giovane. Jovanotti direbbe “rock” e io non amo troppo la parola coolness ma insomma credo che ci siamo capiti”. Il direttore ha poi aggiunto: “Il mio tentativo è di non considerare solo i mostri sacri, che è più facile (per quanto poi non è facile per niente che ti dicano di sì) ma di stupire. Questo non per correre dietro alle mode ma per cercare di fare le scelte meno facili. Chi non premierebbe Coppola? Io per primo, ma magari è più difficile e inusuale premiare Bill Murray, tant’è che, pensate, non ha mai preso un premio simile!”.

Un nuovo luogo del festival

Ci sarà una nuova sede satellitare. Non solo l’Auditorium e il museo MAXXI, che rimangono il cuore del festival, ma anche il museo MACRO in cui saranno programmati due nuovi eventi, entrambi all’insegna della leggerezza: “Io credo che più si è leggeri più si è profondi” spiega Antonio Monda facendo l’esempio dei migliori film di Bill Murray.
Così al MACRO ci sarà una fascia di film decisa da scrittori, sceneggiatori e altre personalità di spicco della scrittura scelte da Antonio Monda e dal suo team, sul tema dei grandi adattamenti. Libri piccoli che sono diventati grandi film, libri grandi che sono diventati piccoli film e tutto il resto che sta in mezzo: “Si va dal Gattopardo a libri non memorabili come Lo Squalo o Il Padrino che sono diventati film memorabili. Francesco Piccolo addirittura ha scelto un grande libro che non vi anticipo che è diventato, per dirla con Fantozzi, una cagata pazzesca”.
E poi ci sarà un’altra fascia dedicata alle grandi rivalità. Musicisti e intellettuali in genere si scontreranno sul palco a colpi di clip per perorare la causa dei propri campioni. Le rivalità sono del tipo: Al Pacino/Robert De Niro, François Truffaut/Jean-Luc Goddard, Viale Del Tramonto/Eva contro Eva, Fritz Lang/Alfred Hitchcock e via dicendo.

La situazione di Roma

Impossibile, visto anche il coinvolgimento di fondi pubblici, non parlare della situazione di Roma tra malfunzionamenti e problemi che sempre di più rendono faticosa la logistica. La Festa del cinema dichiara apertamente di non essere un’isola felice in questo senso.
Un po’ fatichiamo anche noi” ha spiegato Francesca Via, Direttore Generale dell’evento “Anche solo far tagliare l’erba della zona dell’Auditorium all’assessorato al verde è stata una lotta. Alla fine sono venuti e hanno tagliato un’aiuola e basta. Abbiamo un buon rapporto con Acea, Poste ecc. ecc. o con l’assessorato alla cultura, ma il degrado della città ci tocca. Avevamo una linea M di bus circolare e non ci sarà”.

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