La Casa di Topolino, con Disney+, si appresta a entrare nell’arena dello streaming che attualmente vede Netflix come leader quasi indiscussa.

E in questa “discesa in campo” la major si accinge non solo a proporsi come concorrente della piattaforma del colosso di Los Gatos nello stesso mercato, ma anche nelle “dinamiche produttive”. La Disney, che ha già più volte ribadito tramite le parole di Bob Iger e degli altri dirigenti di avere intenzione di produrre contenuti originali da proporre in esclusiva sul proprio servizio, è difatti già proiettata a finanziare (o acquistare) film e serie TV realizzate al di fuori dagli Stati Uniti, una prassi che Netflix adotta, talvolta con successo e talvolta con risultati meno incoraggianti, da svariati anni.

Per coordinare queste operazioni, il colosso di Burbank ha “rubato” a Netflix una delle sue figure chiave, ovvero Matt Brodlie, responsabile dei film originali della piattaforma. La conferma è stata data da Ricky Strauss, President, Content & Marketing, Disney+: Brodlie ha assunto la carica di Senior Vice President, International Content Development e dovrà fare riferimento proprio a Strauss. Il suo compito sarà quello di guidare e coordinare lo sviluppo e le strategie dei contenuti internazionali per il servizio e dovrà decidere quali dovranno essere prodotti o comprati fuori dai confini nordamericani.

Brodlie è stata una figura chiave nella “fioritura” dei contenuti su Netflix ed è un nome molto conosciuto e stimato tanto a Hollywood quanto nei circuiti festivalieri: si deve a lui l’acquisizione da parte di Netflix di pellicole prestigiose come Roma di Alfonso Cuaròn e Mudbound di Dee Rees. E non è tutto: dal punto di vista produttivo, è lui la mente dietro alla scelta di produrre quelle pellicole di medio budget – spesso di genere rom com-  che sono riuscite a ottenere degli ottimi risultati come Tutte le Volte che ho Scritto ti Amo, Come far Perdere la Testa al Capo, Ibiza e Sierra Burgess è una Sfigata.

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