Venezia 76 si avvicina: mancano più o meno due settimane al rituale svelamento del programma del Festival. L’edizione di quest’anno soffre il buon raccolto di Cannes e una scarsità (rispetto al ricchissimo e opulento 2018) di titoli americani di grande peso. Nulla è ancora definito e rispetto agli anni scorsi le indiscrezioni sono minori, quindi una parte del programma più vasta del solito è ancora in ballo. Come se non bastasse, il 2019 è anche un’annata povera per il cinema italiano, come già notato a Cannes: pochi film veramente interessanti sono selezionabili.

Considerato tutto questo sarà interessante vedere come risponderà alla siccità il direttore artistico Alberto Barbera: cercando di spremere ogni studio di produzione e ogni distribuzione o spiazzando, trovando film e star diverse e inusuali là dove nessuno aveva cercato o dove non siamo abituati a pensare che possano esistere.

LE CERTEZZE DI VENEZIA 76

Sembrano abbastanza assicurati per il concorso i film nuovi di Roman Polanski (il cui titolo dovrebbe essere J’Accuse ma potrebbe diventare An Officer And A Spy) e di Noah Baumbach (che risulta ancora senza titolo). Come in molti hanno capito da tempo ormai ci sarà Ad Astra di James Gray, già in predicato per Cannes e ora inevitabilmente scivolato a Venezia. Il titolo sarebbe molto buono per l’apertura (inusualmente ancora non annunciata) ma tutto potrebbe dipendere dalla presenza o meno di Brad Pitt.

Ci dovrebbe essere il debutto nel cinema europeo di Hirokazu Kore-Eda con Truth (con Catherine Deneuve) e il cinese Saturday Fiction di Lou Ye, sembra inoltre che per il secondo anno di fila Mario Martone avrà un film in concorso, Qui Rido Io, Il Sindaco del Rione Sanità, tratto dall’omonima commedia di Eduardo De Filippo.

L’altro italiano del concorso è facile aspettarsi che sia Pietro Marcello, il suo Martin Eden con Luca Marinelli era molto atteso per Cannes e ora non ci sono ragioni per non posizionarlo a Venezia.

Sembra infine fatta da tempo per un debutto veneziano di The New Pope di Paolo Sorrentino come già accadde per The Young Pope.

I MENO SICURI

Se riuscirà a finire Ema in tempo dovremmo trovare al Lido Pablo Larrain e allo stesso modo sono in cerca di una posizione Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti e Le Sel Des Larmes di Philippe Garrel.

Mentre è complicato ipotizzare se ce la faranno Atom Egoyan con il suo Guest Of Honor (sembra più un buon panchinaro) e l’attesissimo Gemini Man di Ang Lee. Lee ha vinto due volte il Leone d’Oro e anche se Gemini Man non sembra essere proprio un film da concorso, qualora fosse pronto come pare sia è molto difficile che Barbera se ne privi.

Per la sezione Giornate degli Autori, invece, possiamo dirvi in anteprima che 5 è il Numero Perfetto di Igort, storia noir/poliziesca con Toni Servillo, sarà il film d’apertura mentre Mio Fratello Rincorre Dinosauri con Alessandro Gassman dovrebbe far parte della selezione.

C’è però un altro film che sembra avere un posto assicurato (non è chiaro in quale sezione, potrebbe pure trattarsi della Settimana della critica) già da diversi mesi. Essendo un esordio la cosa è tanto più promettente e curiosa, si tratta di Sole di Carlo Sironi.

Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare ulteriori indiscrezioni in particolare sui titoli internazionali e fuori concorso a Venezia 76: vi terremo aggiornati!

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