Terminator: Destino Oscuro seguirà le orme dei primi due film della saga non solo dal punto di vista della storia.

Lo farà anche per quel che riguarda il rating vietato ai minori.

La conferma è stata data durante il panel del film al Comic-Con di San Diego (maggiori dettagli in questo articolo).

Come forse ricorderete dai nostri post social nel mese di settembre del 2018, abbiamo avuto l’onore di partecipare, in esclusiva web per l’Italia, alla set visit del film in quel di Budapest.

Nell’arco dei quattro giorni passati in Ungheria, due dei quali trascorsi da mattina a sera nelle location esterne e nei teatri di posa degli Origo Studios, abbiamo potuto raccogliere tantissimo materiale che potremo divulgare, integralmente, più in avanti.

A partire da oggi, possiamo però condividere una serie di antipasti dalle chiacchierate fatte con i talent che abbiamo incontrato.

Dato che l’argomento “visto censura” è stato discusso (e rivelato) a San Diego, abbiamo deciso di riportare proprio le risposte che il regista Tim Miller e le produttrici Bonnie Curtis e Julie Lynn ci hanno dato in materia. Risposte date direttamente a domande del sottoscritto.

Anche se all’epoca, come avrete modo di constatare, la situazione era decisamente in divenire, si tratta di uno sguardo ravvicinato alle dinamiche di lavorazione di un costoso blockbuster in relazione a quelle che saranno poi le interazioni con l’MPAA.

Terminator: Destino Oscuro, Tim Miller e le produttrici sulle scelte di rating:

Parlami di questa esperienza rispetto a quella di Deadpool. Per quel film, per tutta una serie di ragioni compreso il rating, non avevi a disposizione un budget gigantesco, ma qua mi pare che si viaggi su altri binari.

Tim Miller: Sai, a prescindere dalla cifra, il budget è sempre un “problema”. Se hai un budget più grande è perché è il film stesso ad avere “più fame”. Qua, ad esempio, gli effetti speciali sono molti di più che in Deadpool anche perché in questo film abbiamo davvero tantissima azione. In più è un film “grosso” e lungo, forse, al momento, anche più di quello che dovrebbe essere. Same shit, different day. È la stessa merda, in un altro giorno. Quando facevamo Deadpool lottavamo per mantenere tutto dentro una data scatola e con questo film avviene la stesa cosa. Ma la scatola è più grande, per così dire. Visto che citavi il rating, io, come molti dei fan di Terminator, amo quelle pellicole per quello che sono: delle storie sfrenate, nei limiti del possibile. Ma la decisione sul rating non è ancora stata presa. Cosa che peraltro non spetta neanche direttamente a me, ma ti prometto che mi batterò per avere la miglior versione possibile di questo film. E penso ci sia una maniera per farlo [mi fa l’occhiolino, ndr]

E com’è girare – ad esempio – due versioni della medesima scena per trovarsi pronti a qualsiasi decisione sul suddetto rating?

TM: Sai, immagino che abbiate già parlato con Linda e lei è un’attrice portata più naturalmente a una performance Rated-R. Non ha alcun timore di sganciare delle Bombe F*. Non ho neanche bisogno di chiedere: è una cosa che accade naturalmente! E vale anche per Natalia e McKenzie. Anche se sono donne molto raffinate, hanno un lato da marinaio che viene a galla ogni tanto. In termini di effettistica le differenze fra la versione PG-13 e quella Rated-R è proprio una questione di… effetti speciali. Se qualcuno si becca una coltellata, vediamo la lama che esce dall’altro lato? Quanto sangue c’è? Anche se Deadpool è stato etichettato così per una qualche data ragione, ti posso assicurare che non sono un fan della violenza gratuita. Non voglio avere gente affettata in due davanti alla macchina da presa, è una roba che non mi appartiene. Anche perché un film che si basa tutto sulla violenza alla lunga stufa. Certo, può piacere a qualcuno, ma si tratterebbe comunque di una percentuale ristretta del pubblico, alienerebbe la fetta più grande. È il motivo per cui, ad esempio, al tempo ho tagliato via una scena da Deadpool. Anche se io pensavo fosse una scena cool, potevo figurarmi chiaramente nella mia testa il pubblico che si girava dall’altra parte perché “Oh, questo è davvero troppo!”. Diciamo che la differenza principale risiede nel livello di realismo e sul fatto che mi piace rappresentare la realtà di quello che sta accadendo senza esagerarla. Se la gente si mette a sparare, ci sono delle conseguenze che possono essere del ca**o. La gente usa delle armi da taglio? Idem, piove merda. E m’interessa rappresentare tali conseguenze in maniera realistica, non gratuita.

 

Il regista Tim Miller sul set del film.

 

Il film sarà Vietato ai Minori?

Bonnie Curtis: È una domanda molto interessante e pertinente. Ne abbiamo parlato e ne parliamo di continuo. E lo stiamo girando in maniera tale da essere pronti a ogni eventualità. Abbiamo materiale per far sì che possa uscire PG-13 e abbiamo materiale per proporlo con ratign Vietato ai Minori. Ma la decisione verrà presa a dei livelli di paga superiori al nostro.

Julie Lynn: è divertente perché in alcune scene dobbiamo dire al cast “Ok, dobbiamo rigirare la scena, ma questa volta ricordate di non dire la parola che inizia per F!”.

BC: poi c’è ovviamente la componente degli effetti speciali, come ad esempio la quantità di sangue presente sullo schermo, che ha una notevole influenza sulla classificazione del film. Del sangue sarà direttamente presente col make-up, ma altro può essere aggiunto digitalmente. Ribadisco: abbiamo possibilità di manovra in ogni direzione e potete stare tranquilli che la pellicola si dimostrerà egregia qualsiasi si riveli essere la direzione intrapresa.

JL: abbiamo imparato tantissimo nel tempo. Per dire, pensate anche alla scena dell’arrivo del Terminator. Sono nudi. E dobbiamo girarle da una certa angolazione in maniera tale da coprire certe parti. Poi il PG-13 è davvero questione di attimi. Giri una scena particolarmente violenta ma è PG-13 perché tagli due secondi che magari la renderebbero Rated-R. È curioso perché pensavo che lavorare in maniera tale da assecondare entrambe le necessità sarebbe stato complicatissimo, ma in realtà non lo è affatto.

BC: ma la domanda è interessante anche perché online si parla tanto di questo argomento. Dal punto di vista di fan ti posso dire che sono chiacchiere interessanti e stimolanti, ma personalmente ritengo che il PG-3 possa allargare la fanbase perché permette a più gente di vedere il film. Ci posso portare i miei figli. Se è Rated-R non posso. Ma se sarà vietato ai minori sarà più nella traiettoria dei primi due film e i fan vogliono effettivamente questo. Sono davvero convinta che si tratti di una conversazione interessante e, anzi, invito il pubblico a dire la sua, ma a essere il più aperto possibile in materia perché anche se finisse per essere PG-13 sarebbe comunque il seguito di qualcosa che amano.

JL: Linda ha detto una cosa grandiosa mentre eravamo sul set l’altro giorno, una considerazione che voglio citare. Stavamo lavorando alle due versioni di una scena in cui, riferendosi al Terminator, accompagnava il tutto con la F-word. Le abbiamo detto se per la scena pg-13 voleva dire qualcos’altro, tipo “maledetto Terminator”, ma è stata lei stessa a farci notare che “Terminator è una parola già cattiva di per sé. Basta questa come parolaccia”. Ed è una bella prospettiva di analisi.

BC: però considererei anche i cambiamenti “culturali” per così dire. Un film Vietato dei primi anni ’90 non è così distante da un PG-13 del 2019. Ma staremo a vedere, non possiamo ancora dare una risposta definitiva sul rating.

JL: poi come notava anche Tim, nel momento in cui hai a che fare con dei robot, ti muovi comunque su una linea di confine sottile perché potresti non necessariamente avere a che fare con troppo sangue. Ma sono sicura che avremo delle fitte negoziazioni con la MPAA.

Terminator: Destino Oscuro sarà al cinema il 31 ottobre.

Nel cast vi saranno Mackenzie Davis, Natalia Reyes, Diego Boneta, Gabriel Luna, Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger.

Tra gli sceneggiatori coinvolti ci sono David GoyerCharles EgleeJosh Friedman e Justin Rhodes, che stanno lavorando a stretto contatto Ellison e Cameron.