Come annunciato, nel corso della notte sono uscite le prime recensioni di The Irishman dopo la proiezione in anteprima mondiale al New York Film Festival. L’aggregatore RottenTomatoes ne ha raccolte finora 33, tutte positive, con un voto medio di 8.88 su 10. Ovviamente per farsi un’idea dell’accoglienza generale della critica serviranno più recensioni, ma ecco alcuni estratti dai giudizi delle riviste e dei quotidiani più importanti:

  • TheFilmStage – “È quasi impossibile parlare di The Irishman senza citare Quei Bravi Ragazzi, i film sono in diretta conversazione l’uno con l’altro. […] Ma The Irishman omette completamente il fascino dello stile di vita, concentrandosi esclusivamente sulla cauta routine di Sheeran e le conversazioni codificate, punteggiate da violenza brutale. […] Non che questo significhi che The Irishman non è un film straordinariamente godibile che spesso decolla pur avendo una durata lunghissima.”
  • TheWrap – “È un film pieno di personaggi, di eventi, di idee, di storia, il classico film che migliora rivedendolo. Ma anche dopo la prima visione, The Irishman colpisce duro, e ci ricorda che a 30 anni da Quei Bravi Ragazzi il regista Martin Scorsese ha ancora delle storie affascinanti sui gangster da raccontare, e un modo affascinante di farlo.”
  • NY Post – “Scorsese è al suo meglio in questo film. The Irishman non annoia mai, ed esplora alcune tematiche inaspettatamente profonde per dei mafiosi. Assisteremo a De Niro diventare sempre più vivo mentre il suo personaggio striscia verso la fine: senza amici, malato e con solo un prete con cui parlare.”
  • The Guardian – “C’è quasi una meta-maturità, come se Scorsese stesso stia riguardando la sua carriera, e così il film ci lascia con un inquietante sollecito a non glorificare gli uomini violenti e i rottami che si lasciano alle spalle.”
  • Screen – “Il risultato del lifting in CGI non è completamente soddisfacente, i primissimi piani di De Niro quando ha una trentina d’anni non convincono interamente, c’è qualcosa di falso e privo di vita nei suoi occhi, quasi come se uscisse da Benvenuti a Marwen. […] Ma sono poche scene in un film di più di tre ore, e il resto compensa decisamente questo problema.”
  • Variety -“The Irishman è un coinvolgente, lunghissimo colpo gelido – un’epica gangster magistrale con il ghiaccio nelle vene. È il film che tutti noi volevano vedere da Scorsese: una summa colossale, non solo un dramma ma una visione del sottomondo criminale ricca di eco dai film precedenti del regista, ma che ci trasporta anche in qualcosa di unico e nuovo.”
  • NY Times – “Guardare questo film, in particolare nel suo lungo, splendido movimento finale, è come assistere alla chiusura di un cerchio. Non è l’ultimo film che farà Scorsese, né l’ultimo film sulla Mafia, ma pone comunque una sorta di chiusura. Non una conclusione semplice, visto che riflette su un’eredità di violenza e spreco, di uomini troppo duri e crudeli per essere compianti. Un monumento è una cosa complicata – questo è grande e solido, ma anche sorprendentemente delicato.”
  • The Playlist – “The Irishman è uno straordinario successo per Scorsese – non solo incorpora i migliori aspetti dei suoi precedenti drammi criminali e la loro energia, ma aggiunge anche contesto a quei film, oltre a combattere con la loro eredità. Per certi versi, riempie i buchi tra Quei Bravi Ragazzi e Casino.”
  • Collider – “Come potevamo aspettarci, Scorsese, De Niro, Pacino e Pesci sono il team perfetto per raccontare queste storie. […] Scommetto che sentiremo parlare molto anche di Pacino e Pesci durante la stagione dei premi.”
  • Slashfilm – “Se Quei Bravi Ragazzi è un film su un uomo giovane, che mostra una vita frenetica, The Irishman è il film su un uomo che rallenta e si confronta sull’inevitabile fine. Non è Quei Bravi Ragazzi, non è Casino. È uno Scorsese riflessivo, che confeziona un capolavoro nel quale riflette su tutto ciò che ha fatto. Il risultato è mozzafiato, uno dei suoi migliori film.”
  • Hollywood Reporter – “Netflix ha il merito di aver fornito a uno dei più grandi registi di sempre le risorse per rivisitare le tematiche di alcuni dei suoi più grandi film. Ma l’impressione rimane: il materiale sarebbe stato servito meglio togliendo un’oretta di durata per farne un lungometraggio standard, oppure arricchendolo maggiormente di dettagli per realizzarne una serie.”

La sinossi ufficiale:

Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti di THE IRISHMAN di Martin Scorsese, un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran – imbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del 20° secolo. Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, e ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato: i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

Nel cast Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci, ma anche Ray Romano, Jack Huston, Bobby Cannavale, Stephen Graham, Harvey Keitel e Kathrine Narducci.

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