Todd Philips è tornato a parlare delle polemiche che oramai da diverse settimane circondano Joker, il film DC da ieri nelle sale italiane.

L’occasione si è presentata dopo una proiezione della pellicola a New York, nel corso di un botta e risposta con il pubblico:

Quello che ho pensato è stato: “Non è giusto mostrare implicazioni realistiche sulla violenza? Non è giusto rimuovere quell’elemento da cartone animato a cui siamo diventati così immuni?”. Perciò mi ha un po’ sorpreso quando la cosa ha preso quella piega, quando si è parlato di irresponsabilità, perché a me in realtà sembra molto responsabile mostrare la vera violenza, il suo peso e le sue conseguenze.

Phillips ha ribadito che Jokerparla da solo“, non ha bisogno di spiegazioni e non giustifica in alcun modo la violenza:

Voglio dire, è un film complicato e l’ho detto in passato, va bene che sia così. Ma non mi aspettavo così tanto clamore nel mondo, in tutta onestà. Lo trovo interessante, trovo che vada bene scatenare discussioni e dialogo. Il mio mantra è sempre stato che il film è una dichiarazione: è fantastico discuterne, ma è meglio vederlo prima [per capirlo].

Phillips ha poi criticato chi giudica il film senza averlo visto:

Ci sono state così tante discussioni sul film da parte di persone che non l’hanno visto; riflessioni da persone che dicono: “Non l’ho visto e non lo vedrò, non ne ho bisogno”. E poi scrivono due pagine intere a parlare del film.

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La sinossi ufficiale:

“Joker” del regista Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico villain, ed è uno standalone originale, diverso da qualsiasi altro film apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham. Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

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