Dopo le ben note critiche di Martin Scorsese alla Marvel, abbiamo assistito all’intervento in gamba tesa di un altro grande vecchio del cinema, Francis Ford Coppola tanto che alcuni protagonisti dell’UCM come James Gunn, Sebastian Stan e Natalie Portman, hanno voluto dire la loro in materia.

Coppola, lo ricordiamo, in un incontro con la stampa a Lione, in Francia, dove ha ricevuto il Prix Lumiere per il suo contributo al cinema, ha dichiarato:

Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema ha perfettamente ragione: dobbiamo imparare qualcosa dai film, dobbiamo ricevere qualcosa da loro, un’illuminazione, della conoscenza, ispirazione. […] Non mi risulta che si riesca a ottenere qualcosa di più rivedendo lo stesso film ancora e ancora in continuazione. […] Martin è stato gentile a dire che non è cinema. Non ha detto che sono spregevoli, cosa che invece dirlò io.

Posizione che Sebastian Stan, Bucky Barnes, contesta così durante il Fandemic Tour Houston di ieri pomeriggio:

È uno dei miei eroi e ho preso nota delle sue parole proprio mentre stavo spendendo il pomeriggio con tutti voi. Oggi ho parlato con tante persone che mi hanno detto “Grazie tante per il tuo personaggio”, “Questo film mi ha aiutato così tanto”, “Questo film mi ha ispirato tantissimo, ora mi sento meglio e mi sento meno solo”. Come fai a dire che questi film non stanno aiutanto le persone?

Un’idea analoga è stata espressa anche da Natalie Portman che presto rivedremo in Thor: Love and Thunder:

Penso che ci sia spazio per ogni genere di cinema e che non ci sia un modo univoco di fare arte. Credo che i film Marvel siano così popolari perché sono davvero divertenti e soddisfano il desiderio delle persone di essere intrattenute dopo il lavoro e dopo aver avuto a che fare con la durezza della vita di tutti i giorni.

Decisamente ispirato, ed equilibrato, il commento rilasciato via Instagram da James Gunn, regista della saga di Guardiani della Galassia:

Molti dei nostri nonni avevano delle posizioni analoghe sui film di gangster che definivano come “terribili”. Molti nostri nonni avevano una simile posizione sui film western e non provavano grande simpatia per le opere di John Ford, Sam Peckinpah e Sergio Leone. Ricordo che una volta stavo tessendo le lodi di Star Wars a un mio prozio e lui mi rispose così: “Ho già visto questo film quando era chiamato 2001 [Odissea nello Spazio, ndr.] e mamma mia se era noioso ragazzo mio”. I supereroi sono, molto semplicemente, i film di gangster, di cowboy e di avventure spaziali di oggi. Alcune pellicole di supereroi sono agghiaccianti, altre bellissime. Così come è accaduto coi film di gangster o i film western (ma, più generalmente, con i FILM), non tutti sono in grado di apprezzarli. E va benissimo così!

 

 

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