Todd Phillips è stato ospite del Empire Podcast per parlare a ruota libera di Joker senza badare a spoiler. Il regista ha toccato alcuni degli argomenti più discussi dopo l’uscita del film come il rapporto tra realtà e finzione, quello tra commedia e tragedia e la risata di Arthur Fleck.

Potete leggere tutto qui di seguito.

Martin Scorsese non è stata l’unica fonte di ispirazione 

Come spiega Todd Phillips:

Gran parte del cinema anni ’70 è stato di grande ispirazione per noi. Ma la più grande quando abbiamo cominciato a scrivere è stato un film muto [del 1928] intitolato L’uomo che ride, che esplora cosa significa ridere con dolore.

Tra gli altri film degli anni ’70 che hanno influenzato Joker ci sono stati anche Quinto potere, Quel pomeriggio di un giorno da cani e Il giustiziere della notte:

Questi film hanno dato forma a ciò che amo dei film, a tutto ciò che mi avrebbe toccato in seguito.

Naturalmente Scorsese e i suoi Taxi Driver e Re per una notte hanno avuto un grande impatto sul regista.

Todd Philips ha le sue teorie su cosa è vero e cosa non lo è

Alcune sequenze del film sono molto ambigue: Arthur ha ucciso Sophie? Ha assassinato la sua psicanalista? Tutto il film è frutto di un’illusione? “Potete anche leggerlo così” ha commentato il regista. “Anche io ho una visione molto chiara delle cose, ma sì, potete vederla così“. Phillips comunque ha preferito non sbilanciarsi.

Sul set si parlava del sequel

“Io e Joaquin parlavano continuamente di un sequel sul set. Non ne abbiamo mai parlato seriamente e ancora non lo abbiamo fatto, perché abbiamo sempre concepito questo progetto come autonomo e unico”.

Joker diventa un’icona per caso

Le rivolte a Gotham nell’atto finale del film, la gente che prende Arthur come punto di riferimento è tutto frutto del caso:

Arthur dice dice a Murray: “Non mi piace fare politica”. Non intende essere dove finisce per trovarsi. Ma quando è in piedi sulla macchina alla fine e si dipinge un sorriso con il sangue, si trova esattamente dov’era destinato a essere, ma non è stato tutto un suo piano. È un antieroe per caso.

Joker ha tre tipi di risata

C’è la risata che proviene dalla sofferenza, quando è avvolto dal dolore, poi c’è quella di quando vuole adattarsi e far parte del gruppo, che è la risata finta forzata. L’unica volta che Arthur/Joker ride nel film è nell’ultimissima scena.

Per Todd Philips Joker è una tragedia

In un momento del film Arthur dice: “Pensavo che la mia vita fosse una tragedia, ma ora mi rendo conto che è una commedia“. Phillips la vede diversamente:

Per me il film è chiaramente una tragedia. Nel corso degli anni ho girato molte commedie, ho incontrato molti comici, ho appreso che molta commedia proviene dal dolore…ho capito che esiste una sottile linea di separazione tra commedia e tragedia, e a noi è piaciuto giocarci un po’.

Il ballo sulla scalinata rappresenta la nascita di Joker

Quando Arthur diventa finalmente Joker può sentirsi pienamente libero, ma il ballo sulla scalinata rappresenta l’apice [della trasformazione]. È l’unico momento in cui è pienamente libero, o per lo meno è da quel momento in cui crede di essere libero.

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La sinossi ufficiale:

“Joker” del regista Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico cattivo, ed è un film autonomo originale, diverso da qualsiasi altro film apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham. Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

Cosa ne pensate? Secondo voi Joker ha delle possibilità ai prossimi Oscar?

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