Jordan Peele è, senza ombra di dubbio, uno dei registi più interessanti della nuova Hollywood.

Grazie a pellicole come Scappa – Get Out e Noi è riuscito a ritagliarsi un suo spazio in un panorama cinematografico non semplice come quello attuale in cui sopravvivere nella “guerra delle IP e dei blockbuster” non è certo semplice. Ma la sua è l’ennesima dimostrazione che delle storie coinvolgenti, realizzate con budget capaci di ottimizzare il rapporto fra costi e ricavi, possono ancora prosperare fra un Aquaman e un Avengers: Endgame.

E può farlo anche grazie al supporto di una major come la Universal attiva tanto in ambito di franchise seriali multimilionari che di progetti dalla portata produttiva di certo più contenuta e non per questo meno interessanti, anzi.

Al Fast Company Innovation Festival di New York City sia Jordan Peele che Donna Langley, Presidente della Universal Pictures, sono entrati nel merito del dibattito Marvel – Scorsese.

Peele si è posto in questa maniera:

Non sono particolarmente coinvolto dal dibattito “Cos’è cine a e cosa non lo è?”. La mia definizione di film e della relativa esperienza cinematografica si basa sul fatto di poter vedere un film in un cinema condividendo con altra gente un’esperienza che ti faccia provare delle emozioni: risate, lacrime e applausi. E questi sono i lungometraggi che cerco di realizzare. Sono estremamente concentrato sul dare forma a qualcosa per cui una persona deve uscire di casa in maniera tale da fruirlo finché è in sala visto che si tratta di qualcosa di differente.

Il problema, secondo il filmmaker, è la disponibilità di film che non siano dei blockbuster mista alla mancanza di un numero adeguato di cinema e al boom dello streaming:

È molto diverso da questo boom dello streaming o in qualsiasi modo volete chiamarlo. Personalmente voglio vedere più materiale originale al cinema.

Donna Langley sottolinea come oggigiorno “blockbuster d’autore” come Star Wars e Lo Squalo, concepiti da autori con una precisa visione su vasta scala, siano “pochi e rari” con l’eccezione di registi come Christopher Nolan e Stephen Spielberg.

Sì è creato un contesto di eccessiva dipendenza dalle IP, dalle proprietà intellettuali che è la ragione per cui vediamo la Marvel andare così bene. Hanno un tesoro di personaggi, di mitologia. La Universal non ha qualcosa del genere. Ogni franchise che abbiamo l’abbiamo edificato partendo dal nulla. Fast & Furious è al nono episodio ed è nato dall’articolo di un magazine. Jurassic Park era un libro e ogni nuovo film si basa su una storia originale.

Recentemente la Universal ha blindato Jordan Peele e la sua etichetta, la Monkeypaw Productions, con un contratto di esclusiva della durata di cinque anni. In base a quanto stipulato, Peele scriverà e dirigerà altri due film per la major e tutte le altre pellicole prodotte dalla sua compagnia, come il già annunciato remake di Candyman, verrano analogamente ditribuite dalla Universal.

Cosa ne pensate delle parole di Jordan Peele e di Donna Langley? Potete dircelo nei commenti.

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