È passata davvero tanta acqua sotto ai ponti da quando, nel 2013, Henry Cavill ha esordito nei panni di Superman ne L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder.

Acqua che, per lo più, si è rivelata essere decisamente “inquinata”: fra scelte creative discutibili e terremoti nella dirigenza della Warner Bros il cammino dei cinecomic DC non è certo stato dei più semplici, per lo meno proprio in riferimento alle pellicole dirette da Zack Snyder. Tutto è culminato con il ben noto fallimento di Justice League, il kolossal mai rivelatosi. In un mix di tragedie personali del regista e conflitti con la produzione, è poi passato nelle mani di Joss Whedon in una lunga sessione di riprese aggiuntive per poi schiantarsi, inevitabilmente, al box office con un incasso di 657 milioni di dollari, molto al di sotto delle lecite aspettative commerciali di un film con i più importanti supereroi della DC Comics costato ben 300 milioni di dollari (esclusa P&A).

Sulle pagine di BadTaste e delle testate di settore in genere, si parla da mesi e mesi della famigerata Snyder Cut, l’inedita versione del film voluta dal filmmaker che, nel corso del tempo, ha ricevuto il sostegno di quasi tutto il cast della pellicola.

Quasi.

Fra le voci che si sono espresse via social a supporto della cosa è sempre mancata quella di Henry Cavill, la star che ha riportato Superman sul grande schermo che, di recente, ha dichiarato senza mezzi termini che il mantello del personaggio è ancora suo, mettendo a tacere le voci di corridoio secondo le quali aveva ormai chiuso con l’icona della DC.

Con la complicità degli impegni stampa di The Witcher, la serie TV Netflix tratta dalla serie di romanzi fantasy del polacco Andrzej Sapkowski in arrivo il 20 dicembre sulla piattaforma (TUTTI I DETTAGLI NELLA NOSTRA SCHEDA), Cavill ha avuto la possibilità di chiacchierare a tutto tondo del suo legame con il mondo DC Comics spiegando perché non abbia mai sentito la necessità di supportare il movimento “Release The Snyder Cut”.

Parlando con Jake Hamilton si è così espresso:

Non c’è una ragione particolare. Voglio dire, mi mancano i miei baffi, che sono la cosa più importante. Per me si tratta di uno straziante promemoria del fatto che non li ho più e non mi va di andare a riscavare in profondità quella ferita.

Un chiaro riferimento a un’esperienza, quella del “baffogate”, che evidentemente non ha lasciato un bel ricordo nella mente dell’attore.

Ricorderete che nei giorni in cui Justice League era in lavorazione, anzi, nello specifico, durante la lunga sessione di riprese aggiuntive tenuta da Joss Whedon, una questione molto discussa è stata quella relativa ai baffi di Henry Cavill. Dal momento che i reshoot del film si sono sovrapposti agli impegni di Cavill sul set di Mission: Impossible 6, l’attore ha dovuto tenere i suoi baffi e la produzione del cinefumetto DC ha provveduto a rimuoverli digitalmente tramite interventi di post-produzione. Un’operazione non semplicissima, come vi abbiamo spiegato in questo articolo.

In un’altra chiacchierata con Kevin McCarthy Henry Cavill ha poi spiegato di non aver visto la Snyder Cut e di essere solo ed esclusivamente interessato al futuro di Superman:

Non ho visto alcuna Snyder Cut, non so neanche se esista. Sono sicuro che ci sia del girato che, nel corso del tempo, è stato poi messo insieme. Non nascondo un certo interesse nel vedere cosa potrebbe scappare fuori, ma per me ormai è un capitolo che appartiene al mio passato. E preferirei parlare di quello che avverrà in futuro. Il futuro di Superman, come io mi possa esprimere nei panni di quel personaggio dei fumetti, che si lega così bene a quanto visto in Man of Steel. Un film che apprezzo davvero tanto che mi piacerebbe proseguire la sua storia.

Nell’estate del 2018, durante la promozione di Mission: Impossible – Fallout, Henry Cavill si era così espresso circa la Snyder Cut:

Non so se uno Snyder Cut esiste davvero e, per questo, l’unico approccio che posso avere verso questa faccenda e osservarla come se fosse un modello di business e non so che differenza potrebbe mai fare […] Potrebbe essere sicuramente divertente potersi levare la soddisfazione di liberarsi da quel prurito, ma non cambierebbe nulla e non porterebbe chissà quale quantitativo di soldi nelle casse dello studio. Anche perché non lo distribuirebbero al cinema e non è che si ritroverebbero, all’improvviso, a vedersi piovere addosso centinaia di milioni di dollari. Per cui sì, sarebbe di sicuro interessante per fare un elenco delle differenze, ma ormai credo sia meglio focalizzarsi sul futuro.

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