Sono stati la storia più rilevante del Natale/Capodanno 2017-2018 con Come un Gatto in Tangenziale solo 5 mesi dopo il loro debutto sul mercato (ma in realtà erano attivi da ben prima): con il Capodanno 2020 saranno passati 3 anni da quel momento incredibile per Vision Distribution. Tre anni nei quali hanno lavorato con film più che altro italiani (sono una joint venture tra Sky e 5 società di produzione: Cattleya, Indiana, Palomar, Lucisano Media Group e Wildside) e occasionali fuoriuscite con titoli stranieri, cercando di cambiare il lavoro che tradizionalmente si fa con la distribuzione e soprattutto la promozione in Italia. Un approccio che mette il marketing in testa e prende i film sulla sceneggiatura per lavorarci fin dalla fase di riprese. “Lavoriamo così almeno per il 70% dei nostri titoli,” ci spiega Laura Mirabella, Marketing director della società guidata da Nicola Maccanico.

Si era detto che avrebbero preso solo film con un target ben individuabile, “ma in realtà la cosa è più complicata di così. Noi vogliamo trovare un target primario molto preciso da andare a colpire forte e subito per ogni tipo di film, anche i più larghi. Li curiamo, li studiamo e li prendiamo anche con contenuti girati e progettati nella fase di riprese. In fondo se devi superare diverse barriere psicologiche per decidere di andare a vedere un film al cinema, devi essere davvero interessato. Individuare quindi i più interessati e parlare a loro ti consente poi di allargare l’audience con il passaparola, insomma puoi arrivare al pubblico che è limitrofo a quel primo pubblico”.

Adesso sono nelle sale con il film Cattleya e Sky L’Immortale e al tempo stesso con una commedia più classica, Cetto C’è Senzadubbiamente.

Quale sarebbe il target primario di Antonio Albanese? Perché io direi che è un film generalista…

“Sono i 30-40enni, quelli che erano giovani e amavano il personaggio quando era in tv. I più giovani non lo conoscono nemmeno e non conviene pretendere di spiegarglielo, specie perché Cetto è una proprietà intellettuale forte, bisogna cavalcare il suo di pubblico e il suo pubblico ha un’età. Abbiamo guardato i territori in cui i primi due film erano andati meglio e poi siamo andati a vedere il consumo dei video su YouTube di Cetto, aggiustando man mano una campagna che era partita già con un teaser prima di Il Re Leone”.

Non abbiamo molte proprietà intellettuali…

“No, solitamente i film italiani vanno spiegati da zero. Ma guarda L’Immortale, quella sì che è una proprietà intellettuale. E pazzesca. Per questo film ovviamente il target primario è il fan di Gomorra. Quando ci fu alla fine dell’ultima stagione il teaser con Ciro che sott’acqua muove una mano svelando di non essere morto, studiammo le reazioni entusiaste sui social per capire dove stiano i fan, ovviamente abbiamo usato Sky come mezzo primario di pubblicità (perché sulla generalista la serie è andata meno bene) e per tutta l’estate abbiamo nutrito questo pubblico con clip sulla storia di Ciro in Gomorra, per rinverdirlo, riportarlo alla memoria e rivivere le stagioni precedenti”.

Avete scoperto dati inusuali?

“Ovviamente la Campania è la roccaforte di Gomorra (abbiamo esaurito i biglietti per la prima in tutte le sale del Metropolitan di Napoli in 4 ore) ma a sorpresa ci sono molte città al nord in cui Gomorra ha un seguito eccezionale. A Prato ad esempio Ciro è molto conosciuto e Marco D’Amore è assaltato quando ci va. Infatti il tour di saluti in sala passerà per Prato”.

Distribuirete Si vive una volta sola, il nuovo film di Carlo Verdone…

“Sì, è una partnership con Filmauro che ne segue la promozione, è uno di quelli che non abbiamo seguito dall’inizio, ma che distribuiamo volentieri”

E l’esordio di Giampaolo Morelli, 7 ore per farti innamorare, che dalla sinossi pare una commedia all’americana.

“Sì è un po’ Hitch, il film con Will Smith, al contrario perché c’è Serena Rossi che insegna agli uomini le tecniche per rimorchiare le donne e uno dei suoi clienti sarà proprio Giampaolo Morelli

E poi ci sarà Figli, tratto da un monologo di Mattia Torre, con Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, ma esce solo 4 settimane dopo Tolo Tolo. Pensate che l’effetto Zalone duri 4 settimane?

“Sì loro sono due attori che hanno in comune il fatto di essere amatissimi e insieme sono una vera forza. Non credo sarà in concorrenza con Zalone. Considera che Tolo Tolo invaderà i cinema subito, nella prima e seconda settimana, e quello sarà il momento in cui tutti vorranno andarlo a vedere. Noi contiamo invece di prendere le persone che poi in sala ci tornano”

Per Figli non è difficile immaginare chi sia il target primario, lo posso fare anche io…

“Sì, certo, saranno i genitori… Ma considera che questo ci consente un lavoro molto di fino. Pensa che per Come Un Gatto in Tangenziale facemmo un video con gli Actual che cambiò tutto il senso della promozione. Albanese prese il treno da Milano per farlo e Paola Cortellesi si fece le due ore di trucco che servivano per entrare nel personaggio del film. Loro inserirono i contrasti del film nella dialettica Roma Nord/Roma Sud e questo ebbe un successo pazzesco, dando quella sfumatura in più al film.
Una cosa simile è accaduta con Ma cosa ci dice il cervello, per il quale facemmo un video con quelli di Educazione Cinica. Lo girammo a Genova perché in quel momento Paola stava sul set della serie Petra Delicado e anche lì fu una grande propulsione al film. Il punto è che se ti interessa quel che facciamo nel video, sai che il film sarà il prolungamento e quindi forse ti interessa anche il film. Non sono i giochini, che magari partecipi al gioco e poi non vai a vedere il film, qui è un contenuto extra apposito che dà un assaggio del film”

C’è un film la cui promozione è stata particolarmente difficile perché non era facile identificare il target primario?

“Sì, Cosa fai a Capodanno. Non era facile da vendere perché ha diversi generi dentro, attori eterogenei e un pubblico non chiaro da identificare. Si poteva puntare su Ilenia Pastorelli e il lato di commedia ma invece abbiamo deciso di confezionare delle clip di scene di sesso o comunque erotiche e abbiamo anche lanciato un teaser su PornHub per venderlo come più pruriginoso di quello che effettivamente era. Insomma abbiamo fatto pensare agli spettatori che fosse un film con molto più nudo invece le scene erano quelle lì che avevano usato”.

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