Nonostante la notizia del ritorno di Sheev Palpatine in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker sia cosa nota sin dal giorno in cui, alla Star Wars Celebration di Chicago, abbiamo visto sul palco lo stesso Ian McDiarmid lanciare la seconda proiezione del primo trailer del film, quanto stiamo per scrivere presenta comunque degli spoiler per chi non ha ancora visto il lungometraggio.

Ergo, procedete a vostro rischio e pericolo.

Nella pellicola di JJ Abrams abbiamo modo di apprendere quello che in molti già sospettavano, ovvero che il vero burattinaio degli eventi di questa Nuova Trilogia è in realtà l’Imperatore Galattico e che Rey è in qualche modo legata al losco figuro.

La presenza del leggendario Palpatine non era contemplata nella versione di Star Wars 9 che doveva essere diretta da Colin Trevorrow (ve ne abbiamo parlato qua), mentre il “tradizionalista” JJ Abrams ragionava su questo “plot twist” fin dai giorni de Il Risveglio della Forza, nonostante lo stesso George Lucas gli avesse confermato che il Signore dei Sith fosse effettivamente morto.

Informazione comunicata, al tempo, anche allo stesso Ian McDiarmid come raccontato dall’attore in un’intervista a Digital Spy in cui ha ammesso un certo stupore alla notizia del suo ritorno sotto alla luce dei riflettori:

Pensavo di essere morto! Fondamentalmente perché nel Ritorno dello Jedi sono stato detronizzato e lanciato in un inferno galattico. E ricordo di aver chiesto a George Lucas “Tornerò?” e lui mi rispose “No, Palpatine è morto!”. Quindi accettai la sua decisione. Naturalmente al tempo non sapevo che sarei finito per fare i prequel per cui, in un certo qual modo, mom era morto perché abbiamo avuto la possibilità di esplorare questo personaggio quando era ancora ion vita. Una scelta che mi sorprese molto.

A prescindere da come si sia poi effettivamente giunti a vedere ancora una volta Palpatine sul grande schermo nel nono Star Wars, è da ben prima che Il Risveglio della Forza arrivasse sul grande schermo che si vociferava in merito. Forse ricorderete che, nell’agosto del 2013, LatinoReview parlava di un apparizione del Sith sotto forma di Fantasma di Forza, snodo narrativo rivelatosi poi assente dalla versione finale del lungometraggio (e non è da escludersi che fosse in ogni caso presente in una qualche versione preliminare dello script).

I più attenti e le più attente di voi, nel vedere Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, avranno poi notato degli evidenti richiami alla scena dell’Episodio III in cui Anakin Skywalker viene reso edotto, proprio da Palpatine, circa la tragedia di Darth Plagueis il Saggio e della sua ossessione per la vita eterna.

Parliamo, chiaramente, della scena che potete vedere qua sotto:

 

 

Palpatine: Ti hanno mai detto della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio?

Anakin: No.

Palpatine: Lo immaginavo. È una storia che i Jedi non raccontano. È una leggenda Sith. Darth Plagueis era un Signore oscuro dei Sith così potente e così sapiente da poter usare la Forza per indurre i midi-chlorian a creare la vita. Aveva tale conoscenza del lato oscuro che riusciva a impedire a coloro che amava di morire.

Anakin: Riusciva davvero a salvare le persone dalla morte?

Palpatine: Il lato oscuro della Forza è la via per acquistare molte capacità da alcuni ritenute ingiustamente non naturali.

Anakin: E che cosa avvenne poi?

Palpatine: Diventò talmente potente che l’unica cosa di cui aveva paura era perdere il suo potere. Cosa che alla fine gli accadde. Disgraziatamente, insegnò al suo apprendista tutto ciò che sapeva, e il suo apprendista lo uccise mentre dormiva. Che ironia. Salvava altri dalla morte, ma non salvò sé stesso.

Anakin: È possibile apprendere questo potere?

Palpatine: Non da un Jedi.

Una capacità che vediamo impiegata da Kylo Ren, anzi da Ben Solo, in una maniera, se vogliamo, opposta a quella prefigurata dal Sith Lord. Nei momenti finali della pellicola, dopo che i due sono riusciti non senza sforzo a eliminare Palpatine, il personaggio interpretato da Adam Driver usa questa facoltà per ridonare la vita a Rey, chiudendo un percorso di redenzione che Palpatine non aveva immaginato.

Quando al rapporto di parentela fra Palpatine e Rey JJ Abrams nei nuovi Star Wars, durante un Q&A, ha spiegato:

Una delle idee, uno dei concetti chiave del film è che ogni persona può essere quello che vuole, a prescindere dalle sue origini. Non so se possa necessariamente risultare un concetto in grado di colpire tutti, ma penso che ci siano svariate persone che non apprezzano l’idea di arrivare da un contesto che non li emoziona e di cui non si sentono propriamente orgogliosi. E se, da una parte, capisco che l’apprendere di “essere nessuno” possa essere devastante, trovo che sia anche più doloroso e scioccante l’idea di arrivare dal peggiore dei luoghi immaginabili. E sapere di essere parte di questo luogo oscuro rappresenta effettivamente il tuo destino? Per noi era importante comunicare l’idea che ci sono questioni più importanti del sangue, come dice Luke.

Questa Trilogia di sequel si basa tutta su questa generazione che segue la grande generazione precedente. Amo l’idea di equilibrio, del portare equilibrio nella Forza – il cardine di tutta la Trilogia dei Prequel e della storia di Anakin – qualcosa che non è detto debba essere immediatamente eterno. Il concetto che se non manteniamo sempre desta l’attenzione il male supremo possa riaffacciarsi ancora una volta se non siamo abbastanza proattivi da lavorare sul mantenimento di questo equilibrio. E l’avere a che fare con i nipoti di queste due casate, gli Skywalker e i Palpatine, ci sembrava inevitabile. Tanto che magari, fra 100 anni, se qualcuno si ritroverà a guardare questi film dall’1 al 9 vedrà che queste storie erano inevitabilmente indirizzate in questa direzione.

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Star Wars: L’Ascesa di Skywalker di J.J. Abrams è al cinema dal 18 dicembre 2019.

Nel cast tornano Mark Hamill (Luke Skywalker), Anthony Daniels (C-3PO), Billy Dee Williams, Carrie Fisher (grazie a materiale d’archivio) e ovviamente i nuovi protagonisti Daisy Ridley, Adam Driver, John Boyega, Oscar Isaac, Domhnall Gleeson, Kelly Marie Tran, Joonas Suotamo, Billie Lourd (figlia di Carrie Fisher), Lupita Nyong’o.

Nuovi membri del cast sono Naomi Ackie, Keri Russell e Richard E. Grant.

Scritto da Abrams con Chris Terrio, il film è prodotto da Kathleen Kennedy, Abrams e Michelle Rejwan.

Nella troupe John Williams (colonna sonora), Dan Mindel (fotografia), Rick Carter Kevin Jenkins (scenografi), Michael Kaplan (costumi), Neal Scanlan (creature e droidi), Maryann Brandon e Stefan Grube (montaggio), Roger Guyett (effetti visivi), Tommy Gormley (primo assistente regista) e Victoria Mahoney (regista di seconda unità).

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