Victoria Alonso, la vice presidente esecutiva di produzione dei Marvel Studios, è stata interpellata da Yahoo Entertainment in merito alle eventuali strategie della divisione cinematografica della Casa delle Idee circa il “riportare in vita” con la computer grafica attori passati a “miglior vita”.

La dirigente dei Marvel Studios spiega:

Non è un procedimento che abbiamo preso in considerazione. L’esperienza del dare vita a personaggi come Thanos o Hulk ci ha fatto capire in maniera molto chiara che hai bisogno delle performance di Josh Brolin e Mark Ruffalo [per raggiungere un risultato valido]. È la magia di quello che vedi sullo schermo. Cerchiamo di fare tutto il possibile affinché le loro “controparti” riflettano il più possibile la brillantezza della loro prova.

Craig Hammack, VFX Supervisor di ILM che ha lavorato a Captain Marvel (dove, lo ricordiamo, Samuel L. Jackson è stato sottoposto a un “pesante” intervento di ringiovanimento digitale, aggiunge:

È un po’ una questione morale e filosofica che resta a livello di decisioni dello studio. È qualcosa di cui siamo tutti consapevoli perché le possibilità stanno aumentando costantemente e la nostra speranza è che non vengano usate in maniera irresponsabile. Per quel che mi riguarda, non voglio vedere qualcosa che non è la performance della persona che appare sul grande schermo.

Insomma, tanto Victoria Alonso dei Marvel Studios quanto Craig Hammack della ILM sembrano pensarla come “Captain America”. Forse ricorderete che, a inizio novembre, è stato annunciato che James Dean tornerà sul grande schermo grazie alla computer grafica: la Magic City Films ha ottenuto i diritti di sfruttamento postumo dell’immagine della star dalla sua famiglia e ha “ingaggiato” Dean per un ruolo secondario nel film Finding Jack.

Una notizia che Chris Evans ha commentato così:

Sono sicuro che sarebbe entusiasta.

Questa cosa è orribile.

Magari riusciremo a far dipingere un nuovo Picasso a un computer. O scrivere un paio di canzoni di John Lennon.

La totale incapacità di capire, qui, è vergognosa.

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