Spike Lee sarà il presidente della giuria del concorso della 73esima edizione del Festival di Cannes. Il regista sessantaduenne sarà il primo afroamericano a guidare la prestigiosa kermesse cinematografica (Abderrahmane Sissako diresse la sezione Un Certain Regard nel 2003).

Pierre Lescure e Thierry Frémaux hanno così commentato l’annuncio:

Il punto di vista di Spike Lee non è mai stato così importante. Cannes ospita e dà voce a chi risveglia le coscienze e mette in discussione le posizioni e le convinzioni. L’esuberante personalità di Lee sicuramente rimescolerà le carte in tavola.

[…] Dietro i suoi occhiali fuori misura, lo sguardo determinato di Spike Lee cattura i problemi del tempo, come il machismo e l’istinto del gregge (S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York), la rappresentazione degli afroamericani nei media (Bamboozled), la perdita di valori morali (Lei mi odia). Sebbene ambienti le sue storie nella società americana, va ben oltre i confini trascendendoli e consegnando un discorso universale sulla tolleranza, la fratellanza (Bus in viaggio) o il perdono (He Got Game).

Il regista ha così replicato:

In questa mia vita, i momenti migliori sono stati inaspettati, sono capitati all’improvviso. Quando mi hanno chiamato offrendomi l’opportunità di essere Presidente della giuria di Cannes per il 2020, sono rimasto sconvolto, felice, sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo.

Per me il Festival di Cannes (oltre a essere il più importante del mondo – non voglio mancare di rispetto a nessuno) ha avuto un fortissimo impatto. Possiamo tranquillamente dire che Cannes ha cambiato la traiettoria di ciò che sono diventato nel mondo del cinema.

Tutto è iniziato nel 1986, con il mio primo lungometraggio Lola Darling, che vinse il Prix de la Jeunesse alla Quinzaine des Réalisateurs. L’incontro successivo è stato nel 1989, quando Fa’ la cosa giusta partecipò in concorso. E non ho né tempo né spazio per scrivere l’esplosione cinematografica che ciò ha causato, e che prosegue fino a oggi.

Poi Jungle Fever, in concorso nel 1991, Girl 6 – Sesso in linea fuori concorso nel 1996, Summer of Sam alla Quinzaine nel 1999, Ten Minutes Older in concorso nella sezione Un Certain Regard nel 2002, e ancora BlacKkKlansman in concorso nel 2018, dove ha vinto il Grand Prix, piattaforma di lancio per l’uscita mondiale che ha condotto all’Oscar alla miglior sceneggiatura.

Se avete tenuto il conto, sono sette punti di contatto.

In conclusione, sono onorato di essere la prima persona della diaspora africana (USA) a essere nominata presidente della giuria di Cannes e dei principali festival cinematografici.

La famiglia Lee ringrazia con sincerità il Festival di Cannes, Pierre Lescure e Thierry Frémaux e la grande popolazione della Francia che ha sostenuto la mia carriera cinematografica nei decenni. Questo rapporto particolare sarà sempre importante per me.

Peace and love, Spike Lee

Resta da capire a quale festival parteciperà, a questo punto, il prossimo film di Spike Lee, intitolato Da 5 Bloods e incentrato su un gruppo di veterani della Guerra nel Vietnam che ritorna nella giungla.

La prossima edizione del Festival di Cannes si terrà dal 12 al 23 maggio 2020.

Fonte: Variety