L’Hollywood Reporter ha pubblicato un’interessante intervista a Tom Quinn, co-fondatore di Neon, la casa di distribuzione indipendente che ha portato Parasite nei cinema americani e che ha contribuito a fargli vincere quattro premi Oscar tra cui lo storico premio come miglior film. Intervista realizzata solo due giorni dopo la vittoria, per la quale Quinn era ancora in shock:

La serata più bella della mia vita è stata sposare mia moglie. La seconda, è stata vincere miglior film per Parasite e Bong Joon-ho.

Il produttore quarantanovenne ha sviluppato un rapporto con il regista sudcoreano quando ancora lavorava alle acquisizioni presso Magnolia, a New York, con film come The Host (2006) e Mother (2009). Nel 2017 ha co-fondato Neon, e da poco è tornato a Los Angeles per avviare la nuova attività della compagnia, ovvero la produzione cinematografica di pellicole con un budget inferiore ai 10 milioni di dollari.

Nell’intervista, Quinn spiega quanto sia importante per Neon avere un partner come il fondo d’investimenti 30West, che permette una costante infusione di soldi utile ad acquisizioni importanti come Parasite a Cannes o più recentemente Palm Springs al Sundance. E posiziona la sua compagnia in diretta competizione con Netflix:

Quant’è diverso il vostro approccio?

Netflix fa film con vari budget – un mix molto eclettico. Anche noi abbiamo un approccio eclettico, ma acquistiamo pellicole che sono costruite appositamente per l’esperienza cinematografica. Forniamo film a Hulu per competere con Netflix, ma rispettando la finestra cinematografica tradizionale. È una novità. I nostri film finiscono anche in streaming, ma quando ci arrivano hanno un valore maggiore.

Ma quindi qual è il vostro competitor principale?

Più di altri, Netflix ha cercato di comprare i film a cui puntavamo anche noi. Sono felice di poter dire che hanno fallito sempre nel tentativo ogni volta che ci siamo seduti anche noi al tavolo delle trattative. Non hanno ottenuto I, Tonya.

Quinn conferma di non avere un accordo per i prossimi film di Bong Joon-ho, ma di voler lavorare ancora con lui quando ve ne sarà l’occasione. E non è un fan dei remake americani:

Ho sempre visto i remake come un modo per sfruttare il successo di un film. Certo, si fanno dei soldi. Lo capisco, ma credo che un film come Parasite, rifatto identico ma con la lingua inglese, non abbia alcun senso. Ripensandolo come una serie limitata potrebbe invece permettere di esplorare nuove tematiche. Mi sembra un’evoluzione più intelligente.

A quanto pare Neon era in trattative per produrre la serie, ma non era nella posizione di competere con la HBO, che alla fine si è accaparrata il progetto.