Tra i numerosi eventi che sono stati colpiti dall’emergenza Coronavirus c’è anche il Festival di Cannes, che qualche giorno fa è stato rinviato. Ma per quale motivo si è scelto per un rinvio anziché per la cancellazione dell’edizione 2020?

Variety cita una serie di dichiarazioni dell’organizzazione, secondo cui il Festival ha un ruolo centrale nell’economia dell’intera industria cinematografica. Quando è stata presa in considerazione l’ipotesi di cancellare l’edizione di quest’anno “ogni rappresentante del settore ha chiesto di non arrendersi”, e “quando arriverà il momento di rimetterci in piedi, il Festival dovrà essere pronto ad accogliere gli appassionati, a mostrare i film, ad aprire i cinema a tutto il mondo, incontrando gli artisti, i giornalisti, i professionisti e chi vuole vedere le loro creazioni”.

Dopo aver deciso per il rinvio, l’organizzazione ha tenuto una rapida consultazione internazionale per stabilire quando e come si dovrà tenere il nuovo Festival e il Marché du Film (evento importantissimo per l’industria). Ovviamente la decisione finale dipenderà dalle disposizioni delle autorità pubbliche riguardo l’emergenza Coronavirus, ma nel caso la manifestazione si tenesse tra la fine di giugno e l’inizio di luglio come ipotizzato in questo momento la conferenza di annuncio dei film si svolgerà circa un mese prima. Un annuncio ufficiale sulle date non verrà fatto finché non vi sarà chiarezza sul raggiungimento del picco della pandemia, tuttavia Variety parla della possibilità che si tenga tra il 23 giugno e il 3 o 4 luglio. Andare oltre sarebbe impossibile, soprattutto perché a luglio e agosto la città diventa meta turistica (e comunque farebbe troppo caldo). A quel punto non sarebbe esclusa una cancellazione definitiva: “Nel caso, lo accetteremo. Stiamo agendo con umiltà e discrezione, non vogliamo perdere di vista le priorità che sono la salute pubblica nazionale e internazionale.” A questo proposito, l’organizzazione ha reso omaggio a “tre grandi paesi dalla grande cinematografia, Italia, Spagna e Iran, che sono stati colpiti duramente dalla pandemia”.

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