Stephen King è stato intervistato poche ore fa dalla CNN durante il programma “Reliable Sources”, e ha parlato a lungo dei confronti che ultimamente vengono fatti tra l’attuale pandemia del nuovo Coronavirus e il suo romanzo L’Ombra dello Scorpione.

Pubblicato nel 1978, il libro inizia con la morte di quasi tutta la popolazione americana (e presumibilmente del pianeta) a causa di un virus noto come Progetto Azzurro, una mutazione dell’influenza: la prima sezione del romanzo racconta i 19 giorni in cui il virus, sfuggito a un laboratorio, stermina quasi l’intera specie umana.

King fatica a capire come le autorità non siano riuscite a percepire l’arrivo di un fenomeno di scala così larga senza prendere precauzioni:

Solo nelle ultime tre o quattro settimane la gente ha iniziato a dirmi: “Viviamo in un mondo alla Stephen King!” Tutto quello che posso dire è: vorrei che non fosse così. È una cosa che ci aspettava dietro le quinte da tanto, tanto tempo. Ho scritto L’ombra dello scorpione, in cui una pandemia spazza via quasi l’intera specie umana, e grazie a dio non siamo a un livello simile di gravità… ma ho scritto quel libro nel 1978 e da allora questa vicenda aspettava solo di accadere.

Il fatto che nessuno sembrasse pronto mi stupisce.

King se la prende quindi con la classe dirigente degli Stati Uniti, in particolare Donald Trump e Ron DeSantis, governatore repubblicano della Florida che ha lasciato aperte le spiagge dello Stato in occasione dello spring break:

È impossibile, per me, da capire. Ricordo negli anni settanta, quando i repubblicani deridevano Jimmy Carter dandogli dell’indeciso e privo di carattere. Il presidente che abbiamo ora, e Ron DeSantis qui in Florida, sono le persone che dovrebbero tenere sotto controllo la situazione quando quacosa va storto, perché sono decisionisti. Invece Trump all’inizio dice “Non è niente di serio, tranquilli, andrà tutto bene,” e poi quando le borse iniziano a collassare, quando la realtà diventa evidente, continua “Beh, state tranquilli, sparirà come per miracolo, andrà tutto bene e a Pasqua avremo le chiese piene.” E poi un paio di giorni dopo parla di una quarantena, e il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo non ne sapeva nulla, nessuno ne sapeva nulla, era una cosa che gli era venuta in mente in quel momento.

King ha dato anche una buona notizia ai suoi fan: il suo prossimo romanzo, If It Bleeds, è stata anticipata di due settimane e avverrà il 28 aprile, lo stesso giorno dell’uscita del nuovo romanzo di John Grisham, Camino Winds:

Potremmo fare un due per uno, voglio parlarne col mio editore. Non sarebbe figo un due per uno?

Ricordiamo che è in lavorazione una serie tv tratta da L’ombra dello scorpione: proprio qualche settimana fa uno dei protagonisti, James Marsden, affermava che alcune scene sembrano estremamente reali. E qualche giorno fa lo stesso King ha dato dei consigli per impedire la diffusione del virus ispirandosi proprio al libro. Anche se, fin dall’inizio, ha sottolineato come non si tratti della stessa cosa (anche perché il Coronavirus NON è stato creato in laboratorio):

No, il Coronavirus NON è come L’ombra dello scorpione. Non è neanche lontanamente così letale. Si può assolutamente sopravvivere. State calmi e prendete tutte le precauzioni del caso.

Trovate gli ultimi aggiornamenti sull’emergenza Coronavirus e sull’impatto che sta avendo sul mondo del cinema in questo archivio.

Fonte: TheGuardian