La Disney ieri ha comunicato i dati del secondo trimestre dell’anno fiscale, che è terminato il 31 marzo 2020, pagando cara l’emergenza Coronavirus: gli utili netti in questo primo trimestre dell’anno si sono fermati a 460 milioni di dollari, con un calo di oltre il 90%: 60 centesimo per azione contro gli 89 previsti dagli analisti. Il giro d’affari è stato leggermente superiore alle aspettative, a 18 miliardi di dollari, ma l’impatto della crisi globale ha impresso un colpo da 1.4 miliardi di dollari sui conti dell’azienda. Praticamente tutti i settori della Disney sono stati colpiti dalle conseguenze della pandemia: parchi dei divertimenti, uscite cinematografiche, eventi, shopping, crociere. I parchi hanno visto un calo delle entrate del 10% da 6.1 miliardi a 5.5 miliardi di dollari (la chiusura è iniziata a fine gennaio in Asia, a marzo nel resto del mondo). Persino i canali tv, con lo stop agli eventi sportivi (Disney possiede ESPN) e il calo della raccolta pubblicitaria, preoccupano molto (anche se le entrate sono cresciute del 28%). Questo trimestre si è concluso con il lancio di Disney+ in numerosi territori del mondo: la piattaforma streaming ha potuto approfittare del lockdown per una rapida espansione, ma essendo un nuovo business è un’attività che fin dall’inizio prevedeva un periodo in perdita.

Per far fronte alla situazione, nell’attesa che arrivino notizie più incoraggianti sul fronte della Pandemia (come la riapertura di Shanghai Disneyland l’11 maggio), l’azienda ha deciso di non distribuire dividendi per la prima metà dell’anno (risparmiando 1,6 miliardi di dollari), cosa che ovviamente non fa felici gli azionisti che hanno visto il titolo calare del 30% negli ultimi mesi. I dirigenti, per contro, hanno ricevuto un taglio nei salari.

Il vero impatto dell’emergenza Coronavirus sui conti dell’azienda, tuttavia, deve ancora essere valutato. Sarà infatti il secondo trimestre (aprile-giugno 2020) la vera cartina di tornasole sulla situazione: nessuna uscita cinematografica, parchi chiusi e nessun evento sportivo. E proprio per rassicurare gli azionisti, il chairman Bob Iger ha partecipato alla conferenza con gli azionisti:

The Walt Disney Company si è dimostrata incredibilmente resiliente in quasi un secolo di attività. Credo che questa volta non andrà in maniera diversa.

[…] Ovviamente, il mondo è cambiato molto dalla nostra ultima conferenza sui risultati trimestrali. Avendo guidato questa compagnia durante momenti molto difficili negli ultimi 15 anni, ho assoluta fiducia nella capacità della nostra azienda di riprendersi. Le persone trovano conforto nei nostri messaggi di speranza e ottimismo. Gli manca la possibilità di fare le cose che portavano loro gioia. Le persone vogliono buone notizie, vogliono sperimentare la gioia e il senso di comunità.

Iger ha ceduto poi la parola a Bob Chapek, il nuovo CEO della Disney che ha preso le redini della compagnia in uno dei momenti più difficili che abbia mai attraversato:

La pandemia COVID-19 ha avuto un impatto finanziario notevole su un certo numero di attività della nostra azienda, ma siamo fiduciosi nella possibilità di reggere a questa situazione e uscirne in una posizione rafforzata. La Disney ha più volte dimostrato di essere eccezionalmente resiliente, forte della qualità delle sue storie e dell’affinità che i consumatori hanno con i suoi brand. Lo dimostra il successo di Disney+ sin dal suo lancio a novembre. […] Quando ho iniziato questo nuovo lavoro due mesi e mezzo fa nessuno di noi avrebbe mai immaginato il livello di sofferenza e sacrificio cui saremmo stati tutti chiamati. Ciascuno di noi è stato influenzato da questa cosa, in un modo o nell’altro. Fortunatamente, nelle avversità vediamo anche il meglio dell’umanità.

In questo delicato momento storico Iger è tornato ad avere un ruolo di guida nell’azienda, affiancando Chapek.

Fonte: Deadline, Variety, THR