Ridley Scott si è unito a una chiacchierata virtuale con il Los Angeles Times in cui ha parlato del suo Alien, l’iconico sci-fi arrivato nel 1979 nelle sale.

Il regista ha cominciato la discussione spiegando che questo tempo che ha dovuto forzatamente trascorrere nella sua casa di Los Angeles a causa del lockdown è stato impiegato per ultimare i lavori su tutte le sceneggiature non ancora complete.

Quando è cominciata la quarantena, lo ricordiamo, Ridley Scott era impegnato sul set di The Last Duel, pellicola interpretata da Ben Affleck, Matt Damon e Adam Driver scritta da Ben Affleck, Matt Damon e Nicole Holofcener.

Nel parlare del suo Alien, che è stato incoronato come il film vincitore nella 4 settimana della sfida Ultimate Summer Movie Showdown organizzata dalla testata ha raccontato svariati aneddoti che vi proponiamo, qua sotto, per punti:

  • Sul casting di Sigourney Weaver: “l’idea fu di Alan Ladd Jr. Se non ricordo male fu Alan Ladd Jr [allora presidente della 20Th Century Fox, ndr.] a dirmi “Ma Ripley non può essere una donna?”. Il tutto fu seguito da una lunga pausa perché non ci avevo mai pensato. E ho riflettuto sul fatto che avrebbe contribuito a dare freschezza al film che era un po’ il presupposto del progetto. E siamo andati avanti con la cosa. Trovai Sigourney grazie al passaparola. Qualcuno mi disse che stava facendo qualcosa off-Broadway e che avrei dovuto incontrarla. Cosa che feci. Era perfetta. Aveva tutto: il fisico, l’intelligenza, la bravura nel recitare. Era perfetta per la parte”
  • La telefonata di uno Stanley Kubrick impressionato dal chestburst: “Ricordo una telefonata di Stanley Kubrick che mi domandò “Come hai fatto? L’ho rivista anche in slow motion, ma non sono riuscito a vedere il taglio”. E gli spiegai come ero riuscito a ottenere la scena. Mi disse: “Ok, ci sono. Direi che ha funzionato” [ecco un video col making of]
  • Su Star Wars e George Lucas: “Mi ha spalancato la porta. Riuscivo a sentirmi a mio agio con una fantascienza che non era più una sciocca fantasticheria, ma che aveva degli elementi di realtà al suo interno. Restai letteralmente stupefatto. Mi sa che per una buona mesata fui anche mediamente depresso dopo aver visto Star Wars perché pensavo “Come diamine c’è riuscito?”. Continuerò sempre a levarmi il cappello di fronte a George. Senza ombra di dubbio è ancora il migliore”
  • Sul futuro di Alien: “Credo che Alien abbia ancora diversa strada da fare, ma è necessaria una nuova evoluzione. Quando stavo lavorando al primo mi domandavo perché qualcuno avrebbe dovuto ideare una creatura del genere e perché c’era un cargo di uova che viaggiava nello spazio? Sono questi i punti da affrontare per il futuro: chi, perché e a quale scopo”

Cosa ne pensate di quanto raccontato da Ridley Scott su Alien? Ditecelo nei commenti!