All’interno del riottoso fandom di Star Wars, fra i vari argomenti di discussione, se non di vero e proprio litigio, possiamo sicuramente annoverare la trilogia dei prequel.

Alcuni apprezzano i tre film che la compongono, altri li detestano.

E così sarà, presumibilmente, fino alla notte dei tempi.

Fra i sostenitori di queste pellicole possiamo annoverare uno che di polemiche se ne intende: Rian Johnson, il regista di Star Wars: Gli Ultimi Jedi.

In una discussione cominciata su Twitter dal designer di giochi di ruolo Scott Malthouse, il filmmaker ha potuto spiegare, in maniera breve ma ficcante, cosa rende quei tre prequel tre opere davvero degne di nota:

Lucas ha fatto un grandioso film per bambini della durata di sette ore su come la presunzione che tutto ti sia dovuto e la paura della perdita trasformino delle brave persone in fascisti e lo ha fatto mentre, allo stesso tempo, guidava ogni innovazione tecnologica dell’arte del fare i film negli ultimi 30 anni.

 

 

Qualche settimana fa anche Dave Filoni, da molti considerato il vero erede spirituale di George Lucas, aveva spiegato, in un intervento proposto in una puntata di Disney Gallery: The Mandalorian, la serie documentario backstage in otto episodi dedicati alla realizzazione di The Mandalorian la prima produzione live action basata sul mondo di Guerre Stellari, perché, a suo modo di vedere, sia proprio un passaggio presente nella Trilogia Prequel di Star Wars quello capace di definire il senso stesso della saga. Parliamo del Duello dei Fati dell’Episodio I di cui ha detto fra le altre cose:

Nella Minaccia Fantasma ci sono due Jedi che lottano contro il cattivo della situazione. Maul non poteva non fare il cattivo è stato creato per sembrarlo. E lo è, come si vede anche dalle sue espressioni e dal tipo di spada laser che ha. La posta in gioco è come ne uscirà Anakin? Perché Qui-Gon è un Jedi diverso, si capisce dal film. Lui lotta sapendo di essere il padre che serve ad Anakin, Qui-Gon crede ancora che i Jedi dovrebbero curarsi del prossimo e debbano amare, che non è una cosa brutta. Gli altri Jedi sono ormai distaccati, sono come dei politici e hanno smarrito la via. Yoda lo nota dal secondo film, ma Qui-Gon è un passo avanti. Per questo non fa parte del consiglio e lotta per Anakin. È il duello dei fati, il fato del bambino. In base a come finisce lo scontro, la vita di Anakin cambierà drasticamente.

Cosa ne pensate delle parole di Rian Johnson sulla Trilogia prequel di Star Wars? Ditecelo nei commenti!