È l’analista Eric Handler di MKM Partners, in un report ripreso da siti come Variety e Hollywood Reporter, a scrivere nero su bianco quello che in molti iniziano a temere, e cioè che Tenet e Mulan molto probabilmente verranno rinviati ulteriormente:

L’outlook a breve termine per le azioni legate all’esercizio cinematografico rimane estremamente fumoso a causa dell’incertezza su quando i cinema potranno riaprire con nuovi film Hollywoodiani. È improbabile che Tenet riesca a uscire il 12 agosto, vista la crescita di casi di COVID-19 in mercati chiave come la California, il Texas e la Florida, insieme alla lenta riapertura dell’economia nell’area di New York. Dal nostro punto di vista sarebbe una sorpresa veder aprire i cinema a livello nazionale prima di settembre, come minimo.

Tenet al momento uscirà il 12 agosto negli USA, mentre Mulan il 21 agosto. Una decisione su eventuali nuove date d’uscita verrà presa probabilmente nei prossimi giorni.

Lo stesso analista rivede al ribasso le stime d’incasso per il 2020 negli Stati Uniti: se fino a qualche tempo fa si parlava di una forbice tra il 55 e il 60% rispetto all’anno scorso, ora viaggiamo su cali del 70%.

A livello internazionale le cose non andranno molto meglio: l’analista spiega infatti che sebbene l’Europa si trovi in una posizione migliore rispetto agli Stati Uniti riguardo la pandemia, difficilmente i cinema avranno contenuti in grado di generare incassi significativi finché il Nordamerica non sarà pronto a ripartire. Questo si ricollega direttamente alla notizia che vi abbiamo dato oggi: senza nuovi film, in Italia i cinema non sono in grado di riaprire.

Catene cinematografiche come Cinemark e IMAX, che hanno i conti piuttosto in ordine, vengono indicate come quelle che probabilmente supereranno questa fase drammatica senza troppa difficoltà. AMC Theatres, la più grande catena cinematografica al mondo (proprietaria di UCI Cinemas) che già aveva diversi problemi prima della pandemia, ha invece annunciato oggi di aver proposto una ristrutturazione del proprio debito con un aumento di capitale di 300 milioni di dollari, di cui 200 milioni in liquidità e 100 milioni nell’acquisto di note senior da parte di Silver Lake Group. Quest’iniezione di denaro, sebbe non migliori la situazione debitoria della compagnia, dovrebbe dare respiro fino a fine anno, ma lascia immaginare che la stessa AMC non si aspetti di riuscire a riaprire i cinema il 31 luglio come invece annunciato.

GLI ESERCENTI INGLESI CHIEDONO DI POTER PROIETTARE I FILM DI HOLLYWOOD

In tutto questo, i rappresentanti degli esercenti del Regno Unito hanno partecipato a una call organizzata da Screen Daily, nella quale hanno discusso della recente riapertura dei cinema inglesi. Ovviamente gli incassi sono molto bassi (circa l’80/85% in meno rispetto alla norma), ma comunque superiori alle previsioni.

I proprietari dei cinema hanno ammesso che anche nel Regno Unito le sale dipendono enormemente dal prodotto americano:

Rischiamo davvero di avere un numero significativo di cinema aperti e pronti a operare, ma che per motivi che sono completamente estranei a loro o che non dipendono da loro si ritroveranno a non avere abbastanza contenuti per riportare le persone in sala.

Si arriva addirittura a chiedere che non si ragioni più in termini di uscite cinematografiche globali in contemporanea, ma al contrario del solito, e cioè con un lancio prima internazionale e poi nazionale negli Stati Uniti:

Capisco perfettamente il desiderio di attendere la possibilità di distribuire il film in contemporanea globale. E capisco il timore della pirateria. Sono tutte sfide, ma si rischierebbe di dover aspettare davvero troppo a lungo. A un certo punto i distributori dovranno riconoscere il fatto che non riusciranno a ottenere gli incassi che speravano di ottenere cinque mesi fa. Quindi vi chiediamo: guardate alle riaperture globali e ragionate sul fatto che se riuscirete a coprire un buon 75%, tanto basta. Questo aiuterebbe tutti.

[…] Se aspettiamo che le stelle si allineino tutte, rischiamo di non avere più un settore cinematografico europeo. Alla fine la perdita potrebbe essere molto, molto maggiore rispetto ai margini ridotti di uscire con un particolare titolo in questo momento.

[…] Capisco che il lancio day-and-date di un film è vantaggioso in termini di spese di marketing e di riduzione della pirateria e altre cose. Non vorrei sembrare troppo catastrofico, ma parliamo della sopravvivenza del settore. A quel punto pirateria e marketing diventerebbero abbastanza irrilevanti.

Sembra alquanto difficile che gli studios americani vogliano rinunciare a lanciare prima i loro film negli Stati Uniti, anche se in passato aziende come la Disney ci hanno abituati a far arrivare in Europa alcuni film dei Marvel Studios addirittura una settimana prima che negli USA.