Nonostante il pubblico – americano e non – ami da sempre le commedie di Adam Sandler, la critica si è accorta della bravura dell’attore solo nel momento in cui questi ha effettuato la sua prima incursione in terreni che non avevano nulla a che fare con film come Little Nicky, Un tipo imprevedibile o Big Daddy.

C’è voluto il ruolo di Barry Egan in Ubriaco d’amore (Punch-Drunk Love) pellicola del 2002 scritta e diretta da Paul Thomas Anderson vincitrice del premio per la regia alla 55ª edizione del Festival di Cannes.

In una chiacchierata fatta col podcast SmartLess fatta a margine degli impegni stampa per Hubie Halloween, la nuova commedia arrivata su Netflix qualche giorno fa, ha raccontato del vero e proprio terrore provato al pensiero di poter incasinare la visione artistica di un regista come Paul Thomas Anderson, timore diventato anche maggiore dopo la visione di Magnolia.

Paul è stato molto carino, ricordo che mi disse “Hey, ho amato Billy Madison”. Al che risposi “Ok, grazie”, ma non avevo ancora idea di chi fosse. Poi – giuro su Dio – è successo che una mattina, erano tipo le 11, non avevo un cacchio da fare, Magnolia era appena uscito e così penso “Mi sa che è il film di quel ragazzo. Andiamo un po’ a vederlo”. La sala era sold-out, io mi sono ritrovato in prima fila e ricordo di aver provato autentico terrore perché ho realizzato che quel ragazzo era veramente in gamba, della serie “Ma questo è molto più bravo di me, ca**o, non voglio fare il suo film, rischio di incasinarglielo!”.

Insomma, nonostante gli attestati di stima manifestati da Paul Thomas Anderson verso di lui – il regista era fermamente intenzionato a lavorare con il comedian – Adam Sandler provava comunque una certa tensione al pensiero di prendere parte al progetto di un regista di pellicole così diverse da quelle in cui lui era solito recitare.

Sappiamo tutti come è andata.