Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato un pezzo dal titolo Emergenza Coronavirus: quali sono le opzioni del Festival di Cannes. Nell’analisi abbiamo spiegato che i vari messaggi di rassicurazioni varie ed eventuali relative al fatto che l’edizione di quest’anno si terrà come al solito, hanno in realtà sortito un prevedibile effetto contrario.

Sono comunicazione inusuali, che Cannes non ha mai fatto e che suonano come tentativi in extremis di rassicurare stampa e professionisti dubbiosi sul partecipare (oltre che tenere a bada i film selezionati che potrebbero per paura decidere di scegliere altri festival importanti che si svolgono solo 3 mesi dopo).

Del resto due importanti manifestazioni che dovevano tenersi a Cannes in queste settimane sono state o annullate (MipTv, mercato della televisione di fine marzo che salta all’edizione 2021) o rimandate Canneseries (il festival delle serie tv che si terrà invece ad ottobre).

In questa pagina trovate il resto della nostra analisi.

Da Variety arriva una notizia alquanto spiazzante: in caso di cancellazione per via dell’emergenza Coronavirus, il Festival non sarebbe tutelato da alcun tipo di assicurazione.

La compagnia assicurativa che normalmente lavora con il Festival, la Circle Group, aveva offerto una decina di giorni fa l’opportunità di comprare un’opzione di acquisto di un pacchetto che assicura la copertura di epidemie e pandemie (con una maggiorazione di circa il 6% sul prezzo dell’intera copertura), ma la proposta è stata rifiutata. Per questa ragione, se il Festival non verrà fatto non ci sarà alcuna tutela assicurativa.

Cannes, che ha un budget stimato di circa 20 milioni di euro, è finanziato dalle tasse dei contribuenti francesi e dagli sponsor.

I portavoce di Cannes non hanno risposto alle richieste di chiarimenti sulla gestione delle loro policy assicurative fatte dalla stampa. La maggior parte delle compagnie assicurative francesi non copre le cancellazioni dovute all’emergenza Coronavirus (così come per altre epidemie o pandemie). Una copertura che poteva essere garantita solo dall’acquisto di altri pacchetti separati che, però, non vengono più proposti ai clienti dalla fine di gennaio, quando la questione è cominciata a diventare di rilevanza internazionale.

A quanto pare però, Circle Group era disposta a fare un’eccezione tanto per Cannes quanto per altri clienti chiave.

Un portavoce della Federation Nationale de l’Assurance ha spiegato che gli eventi non assicurati, come i festival cinematografici, appellarsi alle eventuali “cause di forza maggiore” non basta, anche in caso di cancellazione o divieti di raduno imposti dal governo. Gli assicuratori francesi non considerano l’emergenza Coronavirus come un “caso di forza maggiore” perché non ottempera nessuno dei tre criteri principali, ovvero l’incontrollabilità, l’esternalità e la non prevedibilità.

Alexandre Regniault, partner dello studio legale internazionale Simmons & Simmons, spiega:

Più il tempo passa e più queste epidemie diventano cicliche, diventerà sempre più complicato affermare che i contagi di questo genere non siano prevedibili.

Quanto alle linee di condotta da adottare in Italia almeno fino al 3 aprile per arginare la diffusione del virus COVID-19 consigliamo la lettura di questo articolo o rimandiamo al grafico riassuntivo delle disposizioni stabilite dal Dpcm “Io resto a casa” che potete vedere qua sotto:

 

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