Il 2019 è stato l’anno dei record positivi al box-office americano, il 2020 potrebbe essere quello dei record negativi: con tutti i cinema chiusi e i film rinviati, gli analisti iniziano a fare le prime proiezioni sulle perdite che verranno registrate a fine anno.

L’Hollywood Reporter cita un report della britannica Gower Street Analytics che, basandosi sull’attuale calendario aggiornato che vede buona parte dell’estate cinematografica cancellata e rinviata al 2021, parla di ingenti perdite in uno scenario che vede i cinema tornare alla normale attività a metà luglio (sulla base della permanenza in calendario di Tenet di Christopher Nolan, dello slittamento da marzo al 24 luglio di Mulan della Disney, dello spostamento al 14 agosto di Wonder Woman 1984).

Se le cose dovessero andare in questo modo (ed è un grosso SE, visto che l’attuale situazione negli Stati Uniti continua a essere molto difficile), vorrebbe dire una chiusura di tre mesi complessivi per gli oltre 5.400 cinema: nel caso il business tornasse rapidamente ai livelli precedenti le proiezioni parlano di un incasso a fine anno di circa 6.8 miliardi di dollari, mentre se il business tornasse lentamente ai livelli precedenti si arriverebbe a circa 6.3 miliardi di dollari. C’è anche uno scenario più ottimistico in cui i cinema rimarranno chiusi solo due mesi (cosa alquanto improbabile), con una forbice d’incasso tra i 6.8 e i 7.1 miliardi di dollari. In questo caso la perdita rispetto al 2019 (quando si raccolsero 11.4 miliardi di dollari) sarebbe del 40%. Robert Mitchell di Gower Street spiega che gli studios, rinviando buona parte delle uscite dei prossimi mesi al 2021, hanno palesemente dovuto accettare che quest’anno vi sarà un duro colpo negli incassi.

Secondo la NATO (National Association of Theater Owners) nel ventunesimo secolo non è mai capitato che il box-office americano raccogliesse meno di 7 miliardi di dollari. Nel 1999 se ne incassarono 7.3, nel 1998 6.8, nel 1997 6.2, nel 1996 5.8.

Per quanto riguarda gli incassi globali le stime sono ancora più difficili da fare, in quanto la situazione internazionale è ancora molto incerta. Nel 2019 sono stati raccolti 42.2 miliardi di dollari (un record storico), e se si applicassero le previsioni nordamericane si faticherebbe a raggiungere i 25 miliardi di dollari, se non i 22. Il mercato cinese, tra i più ricchi e in crescita al mondo, è virtualmente congelato dalla fine di gennaio quando sono stati chiusi tutti i cinema del paese.

In tutto questo, è opinione comune a Hollywood che l’esperienza cinematografica non verrà abbandonata, come dimostrano i rinvii delle uscite (al momento i lanci spostati direttamente in digital sono pochi, tra cui Trolls World Tour e Artemis Fowl). “È come cercare di risolvere un Cubo di Rubik,” commenta Chris Aronson, capo della distribuzione domestica della Paramount Pictures, che ha scelto di spostare a settembre A Quiet Place – Parte II. “Francamente, credo che il calendario continuerà a essere modificato. Ma presto l’intrattenimento fuori da casa tornerà a essere più importante che mai”.

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