Gabriele Niola

Gabriele Niola

redattore
Di lavoro gioco ai videogiochi e guardo film. È questa la vita che volevo da bambino

Gli articoli di Gabriele Niola

Aggiornato il 22 febbraio 2019 alle 11:32

Il solo fatto che Adele Tulli sia riuscita a realizzare un documentario sull’influenza che il gender ha nelle azioni e attività di tutti i giorni ha un che di stupefacente. Che poi questo documentario sia uno dei migliori dell’anno, dotato di un

Dafne non parla la lingua del cinema ma la propria e questo è il dettaglio più importante, quello che regge tutto il film. Donna affetta da sindrome di Down a cui nelle prime scene muore la madre, dopo iniziali smarrimenti e disperazioni inizia a reagire

Due ragazzi di Rione Traiano, comune di Napoli, riprendono se stessi e la propria quotidianità con uno smartphone. Hanno 16 anni e la loro estate è solitaria e calda. Uno lavora come cameriere in un bar, l’altro vorrebbe fare il barbiere ma nessuno

Non ci sono dubbi che By The Grace Of God trionfi là dove Ozon mette più i bastoni tra le proprie ruote. Più si impone regole, più scarta metodicamente dai cliché del cinema, più sceglie di usare le soluzioni di regia più complicate per raccontare

Nostalgico questo primo film da regista e sceneggiatore di Jonah Hill lo è fin dal titolo, così specifico. Lo sa bene e con apprezzabile e onesta coerenza attacca la sua storia a partire da ciò che al cinema costruisce la nostalgia, cioè i consumi

Il Golden Glove è un bar. La storia di questo film è quella di un noto serial killer attivo ad Amburgo negli anni ‘70 che in quel locale avvicinava le sue vittime. È il bar il protagonista di questo film, simbolo di quel mondo derelitto, squallido

C’è un mondo intero, il mondo di James Cameron (produttore e sceneggiatore di questo film che a lungo aveva valutato di dirigere in prima persona) nella frase che Christoph Waltz pronuncia verso l’inizio di Alita: Angelo della Battaglia, quando la

Quando all’inizio del film Casey Affleck, padre di una bambina di 12 anni circa stesa accanto a lui in un sacco a pelo dentro una tenda, racconta una storia che incrocia quella dell’arca di Noè ma è palesemente inventata all’impronta, non è ben