Gabriele Niola

Gabriele Niola

redattore
Di lavoro gioco ai videogiochi e guardo film. È questa la vita che volevo da bambino

Gli articoli di Gabriele Niola

Aggiornato il 18 giugno 2019 alle 15:09

Circa quattro anni fa, in un incontro con Aleksandr Sokurov (di passaggio a Roma per la promozione del suo film Aleksandra), il regista che all’epoca era nelle fasi di preparazione del Faust - e che a tal proposito disse “se conosce il testo

Sembrava una follia quando fu annunciato: un film su I Puffi realizzato in live action con i personaggi di Peyo animati in CGI, e invece il risultato segna uno dei punti più alti raggiunti fino ad ora dall'animazione digitale. Impressionante

Che il Faust di Sokurov fosse un film come non ne escono ogni anno era evidente da subito, fin da quell’apertura a volo d’uccello tutta digitale su una cittadina immersa nei monti che sembra uscire da un Signore degli Anelli diretto dal lato

In Kotoko c'è un momento raro anche per il cinema di Tsukamoto, un momento in cui sembra che il regista si ponga un limite per poi superarlo, cioè sembra affermare che esiste un indicibile (o nel caso specifico infilmabile) e ne è

Anche quando gira una commedia Johnnie To ci tiene a dipingere un mondo in cui sono le scelte che facciamo a determinare le persone che siamo. In Life without principle le vite di tre personaggi ruotano intorno ad una somma di denaro prelevata da una

Aria da fine party Avvicinandoci al finale le persone in giro sono sempre meno. Ieri alla proiezione di L’ultimo terrestre si entrava anche a film iniziato, quando nei giorni scorsi si poteva rimanere fuori anche essendo venuti mezz’ora prima.

C'è un lavoro che Friedkin sa fare meglio di altri e che in Killer Joe emerge con maggiore forza rispetto al passato, ed è quello sui corpi degli attori. Tutti i suoi capolavori sono costellati di personaggi ai quali gli attori danno

C'era attesa intorno al primo film di Gipi, apprezzato fumettista italiano, un po' per il suo statuto inconsueto, un po' per l'argomento scelto, un po' per la produzione (Fandango, che sbaglia leggermente meno degli altri) e infine