Era il maggio del 2012 e, commentando la notizia del passaggio di Alan Horn dalla Warner alla Disney, usavamo un’espressione trita e ritrita, ma appropriata, come “terremoto a Hollywood”. Già al tempo Alan Horn era uno dei nomi storici dell’industria: si devono a lui tutti i film della saga di Harry Potter, i Batman di Christopher Nolan, la trilogia di Ocean’s Eleven, il secondo e terzo capitolo di Matrix, gli Sherlock Holmes di Guy Ritchie, The Departed, Charlie e la Fabbrica di Cioccolato e Happy Feet.

Prima di lavorare presso la Warner Bros. aveva co-fondato la Castle Rock Entertainment, dove ha ricoperto il ruolo di presidente e Chief Executive Officer. Per la compagnia citata aveva supervisionato la produzione di pellicole acclamate dalla critica e dal pubblico come Le Ali della Libertà, Codice D’Onore, Il Miglio Verde, Harry ti Presento Sally e Scappo dalla Città: la vita, l’amore le vacche.

A fine dicembre, il 31 come segnala Deadline, diventerà effettivo il suo ritiro dalla carica di Direttore Creativo dei contenuti dei Disney Studios, dando dunque fine a una corsa durata ben nove anni. Una corsa durante la quale la Casa di Topolino ha riacquistato una notevole stabilità dopo una serie di ben noti – e costosi – flop Disney arrivati durante l’epoca del precedente presidente dei Walt Disney Studios, Rich Ross, su tutti John Carter (263 milioni di dollari di budget P&A esclusa e 284 milioni al box office) e Milo su Marte (150 milioni di dollari di budget P&A esclusa e 39 milioni d’incasso). Horn arrivava in seno alla Disney in un periodo di espansione della major con l’acquisto della Marvel e della Lucasfilm culminato poi con l’assorbimento della 20Th Century Fox e altri asset precedentemente posseduti dalla famiglia Murdoch.

Durante i nove anni del “regno” di Alan Horn la Disney ha allargato i suoi orizzonti produttivi andando a includere lo streaming di Disney+, ha infranto più e più volte i record d’incasso al box office globale superando i 7 miliardi nel 2016 e nel 2018 fino a toccare il record assoluto di 11 miliardi nel 2019, unica major ad essere mai giunta a un simile traguardo. Sono ben 12 i film della Disney nella top 20 dei maggiori incassi cinematografici di sempre e 5 quelli nella top 10 (complessivamente, sono ben venti i film della Disney ad aver oltrepassato la soglia del miliardo di dollari d’incasso).

A quanto pare, allo stato attuale delle cose, non esiste la necessità e la volontà di andarlo a rimpiazzare perché la major sarebbe orientata al lasciare libertà d’azione ai vari capi delle etichette possedute dallo studio: Kevin Feige alla Marvel, Kathleen Kennedy alla Lucasfilm, il presidente dei di produzione dei Walt Disney Studios Sean Bailey, il presidente dei 20th Century Studio, Steve Asbell, il Chief Creative Officer dei Pixar Animation Studios Pete Docter, la Chief Creative Officer dei Walt Disney Animation Studios, Jennifer Lee, il presidente della Disney Theatrical Productions Thomas Schumacher e i presidenti della and Searchlight Matthew Greenfield e David Greenbaum. Tutti loro dovranno rendere conto ad Alan Bergman, presidente dei Disney Studios Content.

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