Scottsville By The Lonergan

Prima delle 6 nomination Oscar per la terza regia (Manchester By The Sea) in 17 anni di carriera cinematografica, Kenneth Lonergan, newyorchese classe 1962 enfant prodige teatrale (primo riconoscimento a 20 anni di età) esploso nel 1996 con This Is Our Youth, ottenne già 2 nomination Oscar nel 2000 grazie al suo esordio nel lungometraggio Conta Su Di Me, prodotto da Martin Scorsese e ambientato nella cittadina di Scottsville, Stato di New York (in realtà il film è girato a Margaretville, sempre Stato di New York). In questo primo piccolo dramma dal budget di 1 milione di dollari c’erano già molti punti di contatto con Manchester By The Sea da parte di colui che all’epoca era già stato soggettista e sceneggiatore della commedia di successo Terapia E Pallottole (1999) di Harold Ramis e che di lì a poco avrebbe collaborato con il mentore cinematografico Scorsese per il copione di Gangs Of New York (2002). Dentro Conta Su Di Me avremmo già trovato prima di Manchester By The Sea: 1) un breve prologo ambientato nel passato prima dell’inizio del piano temporale principale 2) la comunicazione di una tragedia familiare 3) uno zio che rivede un nipote dopo tanti anni 4) una cittadina di provincia americana 5) il ritorno in comunità di un ex membro della stessa precedentemente “scappato” 6) rapporti tesi in famiglia 7) un piccolo cimitero 8) Kenneth Lonergan in cammeo 9) zio e nipote che pescano 10) dialoghi in macchina 11) televisioni sempre accese in salotto anche quando i personaggi non guardano la tv 12) Matthew Broderick.

Rockwell + Cassavetes + Allen = Lonergan

Quando la placida esaltazione del quotidiano del pittore e disegnatore Norman Rockwell incontra le nevrosi borghesi del cinema di John Cassavetes + la commedia umana di Woody Allen… ecco venir fuori Kenneth Lonergan. Conta Su Di Me vede il fratello tabagista sudaticcio e vestito male Terry (Mark Ruffalo, già attore per Lonergan nel primo adattamento della sua pièce di culto This Is Our Youth qui al primo ruolo da protagonista) tornare nella sua Scottsville, circondata dalle boscose Montagne Catskills (la vera Scottsville si trova più a nordovest dello stato di New York). Ha bisogno di stabilirsi per qualche giorno dalla sorella più grande Samantha (Laura Linney), impiegata di banca divorziata con figlio a carico (uno dei Culkin; Rory, per la precisione) residente nella casa della loro infanzia fin dai tempi di quell’incidente automobilistico che uccise mamma e papà (il breve prologo). Il cinema di Lonergan sembra sempre fatto di niente mentre in realtà parla di tutto. La trama è semplice: fratello ribelle torna a casa da sorella responsabile combinando più di qualche casino nel momento in cui cerca di frequentare e conoscere meglio il nipote di otto anni che non vede da tempo. Il regista non giudica mai nessuno ma capisce tutti, osserva e comprende le ragioni di ogni personaggio proprio come fa il prete interpretato dallo stesso Lonergan (Padre Ron) sconcertante per Samantha nella sua pacatezza filosofica ma marmoreo nell’affermare con forza il senso della sua esistenza come pastore di una comunità piena di problemi cui dedicarsi con serietà, pazienza e dolcezza. Samantha è una passiva-aggressiva ancora in cerca di punti di riferimento maschili probabilmente più squinternata, e simile (si fa chiamare Sammy creando quasi un rima col fratello) dello stesso Terry (o è la presenza di lui che le fa questo effetto?). Terry è un bambinone fragilissimo (buffo che il futuro sex symbol Ruffalo sia qui per Lonergan quasi asessuato) in connessione profonda con il mondo dell’infanzia (tratta il piccolo Rudy come un suo coetaneo). Durante i pochi giorni in cui si sviluppa la trama del film lei inizia una relazione adultera con il nuovo direttore della banca con moglie incinta (Matthew Broderick, eccezionale) mentre un uomo gentile che lei frequenta da anni prova a sposarla. Lui combina qualche pasticcio (porta il nipote a giocare a biliardo tra birre e sigarette) soprattutto quando aggredisce il padre di Rudy davanti al pargolo (Sammy aveva inventato delle storie fantastiche circa l’ex marito mai conosciuto dal piccolo associandolo alla figura imprendibile di un fratello finito addirittura in Alaska). Terry ha bazzicato, e bazzicherà, la prigione. Sammy al massimo scappa dalla banca dove “vive” da anni per andare a prendere Rudy dopo la scuola. Come Manchester By The Sea (di cui è più corto di 26 minuti), Conta Su Di Me ci mostra rapporti familiari le cui radici sono solide e passionali ma il cui futuro è incerto perché la vita ci costringe sempre a bilanciarci tra piacevoli sorprese e il ricordo di una sequela interminabile di ferite. Come anche per Manchester By The Sea, Lonergan svela con semplicità ma lascia anche qualcosa alla nostra intuizione. Quella lapide alla fine dello splendido film con Casey Affleck, ora nelle nostre sale, ci fa capire chi fosse quella Claudia Marie il cui nome campeggiava sulla prua della barca di famiglia al centro di tante discussioni e inquadrature. Una battuta pronunciata di sfuggita da Terry verso la fine di Conta Su Di Me ci fa capire che la casa in cui vive Sammy è per metà anche del fratello sempre a corto di quattrini, il quale forse è meno individualista e irresponsabile di quello che sembra (poteva obbligarla a venderla, prendere la sua parte e andare via).

Conclusioni

Cosa accade al film quando impatta il mondo nel 2000? Trionfo alla sedicesima edizione del Sundance Film Festival (vittoria ex aequo con Girlfight), critica in visibilio, due nomination all’Oscar tra cui Miglior Sceneggiatura Originale per Lonergan e Miglior Attrice Protagonista per Laura Linney come Miglior Attrice Protagonista. In Italia fu presentato in anteprima dentro la sezione delle opere prime della Settimana della Critica della cinquantasettesima edizione della Mostra Del Cinema di Venezia. Dei soli sette film scritti da Lonergan per il cinema in 18 anni ben tre sono stati candidati all’Oscar per Miglior Sceneggiatura originale, due dei quali fanno anche parte della sua risicatissima filmografia da regista. Sappiamo che la seconda regia Margaret è stata uno stillicidio per il nativo di New York (girato nel 2005 il film esce in sala solo nel 2011) e probabilmente lo stress produttivo lo ha convinto a lasciare il cinema per tornare nella comfort zone del suo amato teatro. Per fortuna Manchester By The Sea ci ha restituito un grande artista anche della settima arte in grado di fare drammi adulti a basso budget potenzialmente in grado di guadagnare dieci volte il loro costo (Manchester sta ora a 56 milioni nel mondo a fronte di un budget di 8).
Tutto era cominciato con Sammy e Terry nel 2000.
Speriamo di non dover aspettare altri undici anni per la quarta regia.