Biancaneve, il classico d’animazione del 1937, è stato al centro dell’attenzione negli ultimi giorni a causa di una controversia scatenata dalle parole di Peter Dinklage, che accusava indirettamente la Disney di marciare su stereotipi sulle persone affette da nanismo.

TMZ ha così chiesto un commento a Brad Williams, comico e attore statunitense affetto da acondroplasia, che ha dichiarato:

Ho visto Peter Dinklage in tendenze su Twitter e per un attimo mi sono preoccupato. Ho pensato: “Oddio, adesso arriverò al terzo posto dei nani di Hollywood, ero spaventato“.

Comunque, mi dispiace deludere chi pensa che gli andrò contro scatenando una guerra tra nani. No, perché è come dice lui.

Williams ha così spiegato:

Puntano a essere progressisti, si vantano di avere una Biancaneve latino-americana, che è fantastico, ma poi ritorniamo ancora alla cosa dei nani. Capite che intendo? Ha ragione.

Ha però aggiunto un altro punto di vista:

Sono combattuto perché sì, è in parte offensivo, ma al contempo ci serve lavorare, perciò la speranza è sempre di ottenere dei ruoli. […] E poi, ci sono delle soluzioni. Si può fare un Biancaneve progressista senza risultando offensivi, magari facendo finire Biancaneve con uno dei nani. Che ne dite? Insomma, se ne va con un principe che la bacia mentre è legalmente morta. È un po’ raccapricciante, no?

La Disney, intanto, ha comunicato che “per evitare di rafforzare gli stereotipi del film d’animazione originale, abbiamo scelto un approccio diverso con questi sette personaggi“. Come trapelato, sembra che al posto dei nani ci saranno delle creature magiche parlanti realizzate in digitale.