Bright: i dirigenti di Netflix sulle recensioni negative: “Non ci preoccupano perché il pubblico ha gradito”

bright sequel
Bright
di David Ayer
22 dicembre 2017
Gli ultimi due exploit registici di David Ayer hanno avuto un destino comune, nonostante la diversità nelle modalità distributive.

Suicide Squad, arrivato nelle sale nell’estate del 2016, è stato demolito dalla critica, ma si è comunque rivelato un successo al box office.

Bright, approdato su Netflix il 22 dicembre 2017, è stato anch’esso distrutto dalla critica, ma ha comunque ottenuto delle ottime performance di pubblico. Nonostante la proverbiale segretezza del gigante dello streaming in materia di dati, tra il 22 e il 24 dicembre, il film avrebbe avuto 7 milioni di spettatori americani nella fascia anagrafica 18-49, superando gli 11 milioni nei dati complessivi. I risultati, sempre secondo le stime, sarebbero comunque inferiori rispetto alla seconda stagione di Stranger Things (la quale, sempre secondo le ricerche di Nielsen, avrebbe debuttato con oltre 15 milioni di spettatori, 11 milioni dei quali nella fascia 18-49).

Ed è proprio per questa ragione che la dirigenza di Netflix non si dice minimamente preoccupata dall’accoglienza critica riservata alla pellicola.

Il Chief Content Officer Ted Sarandos, in occasione della revisione quadrimestrale degli utili aziendali, ha dichiarato:

Il responso dei consumatori è stato grandioso. Ogni misurazione interna ci dice che è stato uno dei nostri contenuti originali più visti di sempre – tanto in termini di TV show che di film. Se osserviamo le recensioni degli utenti su Rotten e IMDb, possiamo constatare che sono state generalmente esperienze positive. I critici sono una parte importante del processo artistico, ma talvolta tendono a essere alquanto disconnessi dalle prospettive commerciali di un film. Ma la maniera in cui noi osserviamo questo film si basa tutta su come le persone lo stanno guardando, quanto lo stanno amando e questo è il metro del successo. Se i critici riescono a capirlo o meno, si tratta comunque di un gruppo di social media influencer che si rivolgono a una platea selezionata.

Il CEO Reed Hastings è sostanzialmente dello stesso avviso:

Dal punto di vista degli investitori, vuoi concentrarti su cose come… Jumanji, per cui i critici hanno avuto dei giudizi alquanto scollegati dall’appeal che il film ha avuto sulle masse, specie internazionali a questo punto. Anche perché la maggior parte delle critiche che leggiamo sono in inglese e per lo più americane [va detto che però il nuovo Jumanji ha una percentuale su Rotten nettamente più elevata di Bright, ndr.].

Il colosso dello streaming ha dato il via libera a un sequel con Will Smith e Joel Edgerton, mentre David Ayer tornerà a sedersi in cabina di regia. Mancherà all’appello questa volta Max Landis, lo sceneggiatore del film da 90 milioni di dollari che questa volta passerà il testimone allo stesso Ayer.

Per il momento non è chiaro quando il sequel entrerà in produzione, ma vi terremo aggiornati.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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