In molti lo davano pronto per il concorso di Cannes, dopo il buon exploit del concorso di Venezia con Martin Eden, e anche la co-produzione francese (e il venditore internazionale francese) sembrava potessero aiutare Il volo di Pietro Marcello a trovare posto nella selezione ufficiale. Invece no, non è bastato, e così la decisione sarebbe stata quella di ripiegare sulla Quinzaine des réalisateurs, in forte bisogno di materiale “quasi preso” dalla selezione ufficiale.

Fonti vicine al festival ci confermano infatti che dopo aver capito di essere stato escluso dalla selezione ufficiale, Il volo, complice la volontà del produttore francese, avrebbe preferito la sezione parallela di Cannes rispetto ad aspettare e capire il tipo piazzamento ottenibile a Venezia. Questo sarebbe un messaggio chiaro a Fremaux e cioè che non hanno bisogno della selezione ufficiale per farsi notare a Cannes. Da cui, questo è facile ipotizzarlo, la richiesta dell’apertura.

Prodotto da CG Cinema, Arte, The Match Factory (che non ne cura le vendite), Avventurosa e Rai Cinema, Il volo è tratto dal romanzo russo del 1923 Le vele scarlatte di Aleksandr Grin. Il film si svolge in un arco di venti anni dal 1919 al 1939, “tempo di grandi invenzioni e sogni” dice la sinossi, e racconta “la storia dell’emancipazione di una donna”. Tra i protagonisti c’è Louis Garrel.

Pietro Marcello, la cui filmografia è divisa tra documentari e film di finzione, ha battuto quasi tutti i festival principali. È stato due volte a Venezia (con Il passaggio della linea e Martin Eden), ha presentato La bocca del lupo a Torino, Bella e perduta a Locarno e Per Lucio a CPH:DOC. Alla Quinzaine c’era stato l’anno scorso assieme a Francesco Munzi e Alice Rohrwacher con il documentario collettivo Futura (sempre prodotto dalla sua casa di produzione, Avventurosa).

Mancano pochi giorni alla conferenza di presentazione del programma dell’edizione 2022 della Quinzaine di Cannes, l’ultima del direttore Paolo Moretti che, come annunciato pochi mesi fa, non ha più la fiducia del board di registi che dirige la sezione. È stato Screen International infatti a riportare che tre le cause dell’allontanamento di Moretti c’è un contrasto forte e un’insoddisfazione nei riguardi della sua gestione, delle sue scelte e della sua programmazione da parte dell’industria francese.

Quest’anno quindi la selezione della Quinzaine farà poco testo, un po’ perché non è fatta per costruire un ciclo o costruire dei rapporti, e dall’altro perché già prima della partenza dell’edizione 2022 dovrebbe essere annunciato il nuovo presidente.

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