David Goyer ha rilasciato una lunghissima intervista all’Hollywood Reporter in cui ha parlato in maniera molto estesa del suo passato, da Blade a Il Cavaliere Oscuro passando per L’Uomo d’Acciaio, del suo presente, La guerra di domani e The Night House (GUARDA IL TRAILER ITALIANO DEL THRILLER CON REBECCA HALL) e del suo futuro con Fondazione (GUARDA IL TEASER TRAILER) e Sandman.

In questa sede ci concentreremo su quanto raccontato dallo sceneggiatore circa il concepimento di Man of Steel, il film di Zack Snyder che ha riportato sul grande schermo Superman.

David Goyer spiega che è stato grazie a un momento di blocco creativo per Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno che i contorni di L’Uomo d’Acciaio hanno cominciato a delinearsi:

Quando io e Chris stavamo cercando di battere il ferro de Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, siamo andati incontro ad alcune problematiche a metà del film. Era tutta una serie di cose: come Bruce avrebbe sconfitto Bane, come poteva scappare dal pozzo, come svelare che il bambino era in realtà Talia. Chris ed io continuavamo a sbattere la testa contro questa parete ed è stato proprio lui a decidere di appoggiare le penne sul tavolo, a stabilire che dovevamo prenderci una pausa di una settimanella. È controintuitivo perché, in quei casi, pensi di dover continuare a lavorare, ma spesso, quando hai il blocco dello scrittore, la cosa migliore è dedicarsi a qualcosa di completamente diverso sperando che il tuo subconscio arrivi in tuo soccorso. In quella settimana è successo che sono finito a rileggere i primi anni degli Action Comics e a buttare giù su carta un paio di pagine per un film di Superman. Quando ci siamo rimessi al lavoro, Chris mi fa “Beh, hai qualche idea” e io “Ho questo film di Superman che non ha nulla a che vedere con Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno”. Ed è così che L’Uomo d’Acciaio è stato concepito. L’abbiamo proposto alla Warner ed è così che tutto si è messo in moto.

Warner che, come già abbiamo avuto modo di scoprire in passato, puntava già a creare un universo condiviso nonostante, con la sua Trilogia, Nolan avesse creato un’entità a sé. Aggiunge David Goyer in merito:

Chris ha sempre voluto mantenere i suoi film del Cavaliere Oscuro come delle entità separate mentre lo studio continuava a spingere, comprensibilmente, verso questo Universo Espanso della DC. Chris è stato produttore dell’Uomo d’Acciaio ed è una bella tentazione pensare a qualche forma di collegamento, ma davvero, non c’era nulla di tutto questo. Anche se sono sicuro che, retroattivamente, qualcuno potrebbe farlo.

Lo sceneggiatore parla anche di una “curiosa” nota fatta dalla Warner Bros mentre stava lavorando alla pellicola di Superman:

Una volta ho ricevuto una nota dalla Warner, mentre stavo lavorando all’Uomo d’Acciaio. Aveva a che fare col finale in cui Superman usa il pod con cui era arrivato, da bambino, sulla Terra per abbattere la nave del Generale Zod. Nella nota ricevuta c’era scritto “Devi cambiarlo”. Chiedemmo per quale motivo. Ottenemmo questa risposta “Perché se Superman usa quel pod che poi viene distrutto per salvare la città, poi come farà mai a tornare a casa su Krypton?”. Ci fu una lunga pausa, poi rispondemmo “Krypton è saltato in aria. Avete visto 30 minuti di film dedicati alla cosa!”.

Infine, circa la possibilità di vedere un Man of Steel 2, David Goyer dice:

Penso che possa accadere. Ma non sono coinvolto in nessun aspetto della cosa. Ho sentito gli stessi rumour che avete sentito voi, ma non ho nulla a che vedere. Mi sono allontanato quasi interamente da ogni progetti basato sui fumetti a eccezione di Sandman che, però, non categorizzo come normale DC Universe.

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