Anche il CEO della Disney Bob Chapek si è detto sicuro del fatto che i cambiamenti causati, o per meglio dire velocizzati, dalla pandemia di nuovo Coronavirus abbiano innescato un processo irreversibile.

Durante una conferenza virtuale di Morgan Stanley (via Deadline), l’executive ha suggerito in maniera abbastanza esplicita che pure la Disney, così come altre realtà di Hollywood, comincerà a ragionare nei termini di una finestra decisamente più corta in materia di distribuzione cinematografica dei titoli della compagnia.

Il consumatore, con tutta probabilità, è diventato più impaziente che mai [durante questo periodo storico], particolarmente ora che si è abituato al lusso di avere a disposizione a casa sostanzialmente qualsiasi titolo nel momento desiderato. Non penso che sarà possibile tornare indietro. Ma di sicuro non abbiamo intenzione di tagliare le gambe alla corsa di un film in sala. È solo che gli amanti del cinema non avranno più la pazienza di aspettare mesi dopo l’arrivo di un titolo al cinema, settimane e settimane in cui una data pellicola prende polvere prima di migrare su una qualche piattaforma streaming o prima di sfruttare altre finestre di release.

Appena una settimana fa, dopo i ben noti accordi fra la Universal e la AMC e dopo lo “scandalo” della decisione intrapresa dalla Warner che, per tutto il 2021, farà debuttare in nordamerica i suoi film contemporaneamente al cinema e su HBO Max, abbiamo appreso che anche la Paramount ha stabilito una strategia che, di certo, non taglia i ponti con la sala, ma è chiaramente votata a spingere Paramount+.

Importanti film dello studio debutteranno esclusivamente in sala come previsto ma la major ha deciso di accorciare di parecchio le finestre distributive. Dopo 45 giorni di sfruttamento in sala, lungometraggi di peso approderanno su Paramount+. A Quiet Place Part II arriverà al cinema il 17 settembre, mentre Mission: Impossible 7 il 19 novembre, ma poi, dopo il periodo di tempo citato, saranno fruibili sulla piattaforma streaming proprietaria.

Anche la Disney pare voler intraprendere un analogo percorso.