Il prossimo 23 giugno uscirà finalmente nel nostro Paese Il talento di Mr. C (il cui titolo originale è The Unbearable Weight of Massive Talent) l’action comedy con protagonista Nicolas Cage. Nel film, l’attore interpreta non una, ma ben due versioni di sé stesso.

Il protagonista, il 50enne Nick Cage, incontra infatti ad un certo punto Nicky, sé stesso 20 – 25 anni più giovane. Per mettere in scena questa dinamica, è stata necessaria un’operazione di de-aging (ringiovanimento digitale) del volto dell’attore, realizzata dal team degli effetti visivi del film, guidato dal supervisore Christopher Lance. Recentemente, in un’intervista a Variety, i responsabili hanno raccontato nel dettaglio il loro lavoro, a partire dalla fonte d’ispirazione primaria. Rivela Lance:

Tom [Gormican, il regista] e Nic [Cage] hanno avuto l’idea di Nicky da un personaggio specifico che l’attore aveva creato per un’intervista [del 1990] durante il talk show Wogan. Ma in realtà stavamo cercando l’aspetto del suo volto che aveva circa cinque anni dopo. Penso infatti che quella che va dal 1995 circa al 2000 sia stata la serie di ruoli più iconici di Nick.

 

 

Per creare questo effetto, il team di Lance e Erik Bruhweiler, il responsabile del trucco digitale di CoSA VFX (rinomato studio di Los Angeles), hanno usato l’intelligenza artificiale per creare un “modello” del volto dell’attore quando era più giovane, basato sui filmati di quel periodo. Spiega Bruhweiler:

Questo ci permette di risolvere il problema una volta per tutte e poi modificare i dettagli secondo le necessità, senza doverci ripensare ogni volta. La più grande sfida nel fare un de-aging di qualcuno in questo modo è che stai esaminando e lavorando con l’aspetto che aveva quando era più giovane. Doveva essere dunque un de-age accurato della persona reale, Nicolas Cage, perché tutti conoscono la sua faccia.

Questo processo è estremamente dettagliato: sono necessarie diverse ore per esaminare ogni singolo dettaglio del volto dell’attore, cambiando ogni piccola discrepanza che potrebbe far notare allo spettatore la CGI. “È come scassinare una cassaforte“, commenta Bruhweiler. “Sei seduto lì ad ascoltare e a cercare di ottenere quel piccolo e sottile dettaglio che ti permette di far scattare la serratura“.

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FONTE: Variety