In 25 film, James Bond ha compiuto 86 viaggi internazionali in 47 Paesi diversi, mostrandosi sempre sprezzante di ogni pericolo…così come della sua salute. Recentemente, uno studio pubblicato su una rivista del settore ha analizzato, a partire da tutti i capitoli della saga, tutti i rischi di esposizione a malattie infettive in cui è intercorso nelle sue avventure. Ecco alcune delle considerazioni emerse, con indicati tra parentesi i film di riferimento:

Salute sessuale

Uno dei più ovvi fattori di rischio di infezione per James Bond durante i viaggi di lavoro è il suo tasso di rapporti sessuali. In un totale di 59 rapporti (2.4 a film in media), solo in tre occasioni (il 5.1% di tutti i partner) c’è evidenza di una relazione a lungo termine, che sia sfociata in un matrimonio (Al servizio segreto di sua maestà) o proseguita in due film consecutivi (Licenza di uccidere – Dalla Russia con amore e Spectre No Time to Die). Più frequentemente, la relazione è breve e con poco tempo per un rapporto sessuale sicuro; in un’occasione (Thunderball – Operazione tuono) la presenza di un orologio sullo sfondo ha permesso di stimare in 20 minuti il tempo trascorso dal primo incontro al rapporto sessuale, ma l’intervallo è stato presumibilmente più breve quando Bond accidentalmente è atterrato col paracadute sul ponte posteriore di uno yacht di lusso (Zona Pericolo). Durante almeno un incontro sessuale (No Time To Die) ci sono prove inconfutabili che le misure di prevenzione non sono state usate (o almeno non adeguatamente), smentendo una recente affermazione accademica secondo cui un trauma ai testicoli (subito in Casino Royale) ovviava alla necessità di misure contraccettive.

Sicurezza alimentare e infezioni

Se la diarrea è la causa più comune di mortalità associata ai viaggi, James Bond sembra non curarsi affatto delle possibili infezioni alimentari. Solo in due occasioni lo vediamo lavarsi le mani, una volta dopo un pasto (Dalla Russia con amore) e un’altra dopo aver ucciso un avversario in un bagno di fango (Una cascata di diamanti). A volte ci sono circostanze attenuanti per la sua mancanza di igiene di base. Nella palude della Louisiana (Vivi e lascia morire), è costretto a scegliere tra essere mangiato vivo da coccodrilli e alligatori affamati o maneggiare del pollo crudo per distrarli. Opta per la seconda opzione, senza però lavarsi le mani, trascurando così sia il rischio di infezione batterica sia la mancanza di servizi igienici durante il successivo inseguimento in barca. In altre occasioni, la frequente vicinanza di Bond a Ernst Stavro Blofeld, e, di conseguenza, al gatto persiano del celebre villain (che insieme mettono in pericolo la pace nel mondo in non meno di sette occasioni) sottolinea ulteriormente l’importanza dell’igiene delle mani, in questo caso per prevenire l’infezione causata dai parassiti attraverso il contatto con le feci del gatto.

La sicurezza alimentare sembra anche passare in secondo piano rispetto all’appetito. 007 mangia regolarmente frutta non lavata, nonostante i batteri prosperino sulle bucce della frutta, e rischia ripetutamente la vibriosi, il norovirus e l’infezione da epatite cibandosi di ostriche non cotte. In Giappone (Si vive solo sue volte), abbandona le sue ostriche quando la sua partner si mostra non interessata al rapporto sessuale. Il suo apprezzamento per le ostriche è chiaramente legato alla concezione che siano un afrodisiaco; un’idea che ha ricevuto un certo sostegno dagli studi sui roditori, ma che trascura gli effetti collaterali poco eccitanti della diarrea acuta.

james bond sean connery una cascata di diamantiMalattie trasmesse dall’aria e dai droplet

Mentre James Bond sta viaggiando in Giappone nel 1967 (Si vive solo due volte), poco dopo la pandemia di influenza asiatica (1957-1958), le sue azioni contravvengono le conoscenze sulle diverse modalità di trasmissione del virus respiratorio. Si unisce regolarmente alla folla senza mantenere le distanze sociali, anche sui trasporti pubblici. In un tentativo di camuffamento, si copre il viso e la bocca con una mascherina usata recentemente da un’altra persona. Dato che il Covid può essere rilevato sulle maschere chirurgiche per una settimana dopo l’esposizione, ci sono tutte le ragioni per credere che anche altri virus respiratori possano sopravvivere sul tessuto. In altre occasioni, indossa mascherine apparentemente pulite, come quelle per la sicurezza industriale che potrebbero aver fornito un certo livello di protezione dalla trasmissione di agenti patogeni in tre circostanze, una volta da un gruppo internazionale di visitatori in un laboratorio di cocaina (Licenza di uccidere). Queste sono più adatte alla protezione personale rispetto alla maschera “Dias de los Muertos” con una non nota capacità di filtraggio delle particelle che usa per le strade affollate di Città del Messico (Spectre).

Malattie trasmesse da artropodi

Nonostante la presenza di malaria e altri virus in sue diverse destinazioni, Bond non riesce a prendere nemmeno le precauzioni più elementari contro le punture di insetti e talvolta è fuorviato dalla saggezza locale. In Giamaica (Licenza di uccidere), una recente conoscenza raccomanda l’uso di acqua salata per respingere le zanzare che mordono di giorno (presumibilmente della specie Aedes, vettore del recente focolaio causa di un’epidemia locale nel 1960). Una misura di precauzione sicuramente non ottimale. In una successiva missione in Giappone (Si vive solo due volte), ai tempi in cui l’encefalite giapponese è prevalente, non solo dorme con le finestre aperte, ma ignora anche il ronzio di una zanzara durante un’ispezione di un elicottero monoposto.

In altre missioni, le azioni di James Bond appaiono avverse al rischio. In una lunga escursione in Giappone (sempre in Si vive solo due volte) attraverso praterie di erba alta dove le zecche (che trasmettono vari agenti patogeni) e i loro acari possono essere abbondanti, ascolta le raccomandazioni per evitare i morsi indossando pantaloni lunghi. Anche se non siamo certo sicuri che sia stato intenzionale, in una scelta tra partner è probabile che Bond abbia anche beneficiato della relativa mancanza di vestiti dei suoi partner: un costume da bagno fornisce molte più opportunità per una buona circolazione sanguigna.

Altri rischi di infezioni trascurate

Ma non tutti i vettori di malattie infettive sono artropodi. A Istanbul (Dalla Russia con amore), Bond è accompagnato da uno sciame di ratti durante un breve viaggio in barca attraverso la Cisterna della Basilica. Gli scienziati raccomandano vivamente di evitare il contatto con l’acqua contaminata dall’urina di ratto per prevenire una potenziale infezione da batteri, ma Bond viene visto maneggiare una corda delle barche bagnata. In India, invece, viene attaccato da una sanguisuga, nota portatrice di un virus che può sporadicamente causare batteriemia e sepsi. Rimuove così l’animale che si nutre di sangue con il suo accendino, aumentando inavvertitamente la probabilità che esso rigurgiti il suo contenuto intestinale nel flusso sanguigno.

Quando invece cammina a piedi nudi sulle spiagge caraibiche (Il domani non muore mai) rischia una malattia cutanea causata da larve, e un’infezione da pulci della sabbia. Nello stesso film ignora inoltre un cane randagio aggressivo e potenzialmente portatore di rabbia mentre entra con una collega in una doccia improvvisata in Vietnam, dove la rabbia è altamente endemica e pone un rischio sostanziale per i viaggiatori. James Bond ha però ben in mente il rischio di malattie cliniche causate dall’avvelenamento per il morso di serpente: in India (Octopussy) ignora efficacemente un serpente che striscia sulla sua gamba. La sua calma probabilmente lo salva in quel caso, ma in un’altra occasione mette in pericolo una grande folla di astanti quando inizia un’allegra conversazione con un incantatore di serpenti mentre libera un cobra in un affollato mercato di strada. Alcuni degli incontri con serpenti dall’aspetto più pericoloso sono in realtà fuorvianti. Nei Caraibi (Vivi e lascia morire), ne incontra diversi che non sono né velenosi né endemici per le isole caraibiche. Il serpente reale maculato che viene ucciso da una letale combinazione di un sigaro e uno spray infiammabile di schiuma da barba è in realtà un comune animale domestico.

Nonostante la sempre maggiore disponibilità online di consigli per i viaggi, il rischio di Bond di essere vittima di malattie infettive non è diminuito nelle recenti missioni (vedi l’ultimo No Time To Die, più volte citato nel saggio). Questo può essere associato alla percezione di un basso rischio di infezione durante le sue trasferte, o forse al fatto che in questi vada incontro a minacce ben più grandi. La sua mancanza di preparazione non è agevolata dal breve preavviso con cui spesso deve partire. In un’occasione (Licenza di uccidere) è stato avvisato 3 ore e 22 minuti prima di un volo per i Caraibi. In ogni caso, il nostro caro 007 deve ben ricordarsi che si vive solo una volta!

Fonte: ScienceDirect