Mission: Impossible 7 e 8, una lavorazione quasi “impossibile” e non solo per il Covid

henry cavill mission impossible
Mission: Impossible Dead Reckoning – Parte Uno
di Christopher McQuarrie
al cinema
In un lungo reportage pubblicato qualche giorno dall’Hollywood Reporter sono presenti numerosi, interessanti dettagli sulla lavorazione del settimo e dell’ottavo capitolo della saga di Mission: Impossible. Una lavorazione che il magazine definisce a tutti gli effetti una “missione impossibile”, e non solo per via dei rallentamenti dovuti al Covid. Il sito spiega infatti che mentre la Paramount Pictures attraversa una profonda trasformazione (in seguito anche alla morte di Sumner Redstone), si è trovata ad affrontare un vero e proprio braccio di ferro con Tom Cruise, una delle ultime star di Hollywood ad avere il completo controllo dei propri film. L’attore ha preteso libertà creativa massima – e massima flessibilità in termini di budget, adottando una strategia molto furba: sembra infatti che stia tenendo “sospesa” la lavorazione del settimo film, la cui uscita è recentemente slittata all’estate del 2023, per tenere in pugno la major e avere il massimo controllo anche dell’ottavo film, le cui riprese sono iniziate. Nel frattempo, promuoverà Top Gun: Maverick, il cui prevedibile successo dovrebbe garantirgli ulteriore leva e magari anche la vittoria nella vera discussione irrisolta con la major, quello sulla finestra distributiva tra uscita in sala e in streaming di Mission: Impossible.

Ecco alcuni dei dettagli presenti nel reportage:

  • Mantenendo la lavorazione di Mission: Impossible 7 come un “work in progress” mentre stanno sviluppando l’ottavo film, Cruise e Christopher McQuarrie si stanno assicurando una grande libertà a livello creativo e a livello di budget. Cruise ha il controllo della saga, e vuole assoluta flessibilità nella realizzazione dei film, incluse decisioni dell’ultimo minuto sul cliffhanger alla fine del settimo episodio. Questa flessibilità è possibile solo se il budget può aumentare all’occorrenza, e la Paramount non sembra avere l’ultima parola su di esso, anche perché “Tom sa bene quanti soldi porta nelle casse dello studio e non ha senso impedirgli di fare ciò che vuole […] Non sarà nel maggiore interesse del budget, ma è incredibilmente preciso nel suo lavoro e in ciò che vuole fare, mette tantissimo tempo e impegno in ogni aspetto della lavorazione, mettendoci tutto se stesso”. Nel 2018, quando vennero proposti i due film alla Paramount, c’era solo un trattamento, e non due sceneggiature: motivo per cui non è stato possibile definire un budget preciso.
  • Il pezzo conferma che Cruise e McQuarrie hanno iniziato a lavorare all’ottavo film (abbastanza da poter dire che la lavorazione “è iniziata”) mentre continuavano a lavorare al settimo. Le riprese sono però in corso ufficialmente ora. Cruise recentemente è riuscito a ottenere un ulteriore aumento del budget per i due film giustificato dall’inflazione che è aumentata negli ultimi due anni e dalle spese aggiuntive dovute alla pandemia. L’attuale budget del settimo film si aggirerebbe intorno ai 290 milioni di dollari.
  • Il principale fattore di rallentamento della produzione è stato ovviamente il Covid. Il primo stop è avvenuto a Venezia a febbraio del 2020 (Cruise era bloccato a Londra con una indisposizione che però pare non fosse Covid), poi a marzo 2020 quando si era spostata a Roma. Poi a ottobre 2020, nuovamente in Italia, quando una dozzina di membri del team risultò positivo. Poi una quarta volta ancora a Venezia, qualche settimana dopo, sempre a causa di test positivi. Lo stop è avvenuto una quinta volta a Londra, a febbraio del 2021, sempre per test positivi. Una sesta volta, ad Abu Dhabi. Una settima volta a giugno: è stato allora che anche Tom Cruise che Christopher McQuarrie (che non erano ancora vaccinati, pare per motivi non legati a Scientology) hanno preso il Covid, e il regista è addirittura finito in ospedale a Londra. La Paramount aveva stipulato una polizza assicurativa da 100 milioni di dollari per i ritardi e i problemi dovuti al Covid – l’unico rimborso che ha avuto sono stati 5 milioni per una “malattia non specificata di un membro del cast a febbraio 2020” (verosimilmente quella di Cruise, che non era Covid). Per il resto, non ha voluto rimborsare nessuna delle spese dovute ai ritardi, motivo per cui è in causa con la major.

Le nuove date di uscita dei prossimi film di Mission: Impossible sono il 14 luglio 2023 e il 28 giugno 2024.

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